Gaiole in Chianti (Siena), 30 settembre 2017 - Ne ha fatta tanta di strada l’Eroica, sotto ogni punto di vista. La cicloturistica sulle strade bianche inventata 21 anni fa da Giancarlo Brocci, un medico di Gaiole in Chianti amico dei buoni libri e del ciclismo che odora di pulito, ha salito in canna il «made in Tuscany» e l’ha portato in giro per il mondo.

Il messaggio è passato alla grande. Domenica 1 ottobre andrà in scena l’edizione 2017 dell’Eroica e gli oltre 7mila ciclisti al via (in rappresentanza di 58 Nazioni), con il loro solo esserci racconteranno lo stile terre di Siena, fatto di ritmi lenti, bellezza, arte, paesaggi: insomma di tutto ciò che dà un senso ai sensi, compresi piatti e vini super.

Sulle strade sterrate del Chianti, delle Crete senesi e della Val d’Orcia (la scelta è tra cinque percorsi in base a come si sta a fiato e a gambe), attraversando paesi e campagne ricamati da chiese romaniche e castelli, anche 580 donne, tra cui una arrivata addirittura dalla Cina per affrontare una sfida che attualmente è esportata in Giappone, Africa, California, Sud Africa,Inghilterra, Spagna, Paesi Bassi, Sud America.

La partenza dell’Eroica vera, quella più ostica (l’altimetria, di 3.151 chilometri, stanca solo a leggerla) come da copione, è alle luci dell’alba da Gaiole in Chianti, dove gli eroici faranno ritorno dopo 209 chilometri scolpiti nel bel mezzo di territori fotogenici già celebrati anche in numerosi spot televisivi.

Siccome l’Eroica («la poesia che si scrive con la bicicletta», come ha scritto qualcuno) suona come un inno sì alla fatica della bellezza e alla bellezza della fatica ma anche come un inno alle eccellenze del territorio, ecco che uno dei punti di ristoro della lunga escursione in bicicletta sarà proprio a Montalcino, il regno del Brunello. Il Castello di Brolio e le cantine Ricasoli, saranno invece teatro di numerosi eventi rigorosamente in tema Eroica, a partire dal Museo della bicicletta Tra i protagonisti della cicloturistica su strade bianche più famosa al mondo, dunque, ci saranno anche il Chianti e il Brunello, simboli di un territorio che di questo tipo di ciclismo è parente stretto e a cui il brand Eroica fa decisamente bene.

«Quello dell’ Eroica è sempre più un marchio legato al nostro territorio, spiega Giancarlo Brocci. Il primo segreto del suo successo, tuttora, è l’autenticità che vi si respira, uguale a se stessa anche coi grandi numeri che ha raggiunto. Alla prima edizione eravamo in 92, a questa oltre 7mila». Chi l’avrebbe mai detto che il ciclismo eroico sarebbe uscito dalle foto ingiallite e dai vecchi filmati Rai per venire a dare una mano a questi anni un po’ così e alla loro economia non certo in salute.