Siena, 16 dicembre 2016 - Dopo il via libera della Consob i bond subordinati Mps potranno essere convertiti in azioni, nell'ambito dell'aumento di capitale da 5 miliardi di euro, fino alle 14 del 21 dicembre. La nuova offerta di conversione dei bond subordinati in azioni Mps contiene 'paletti' meno stringenti per raccogliere le adesioni dei 40mila piccoli risparmiatori che detengono oltre 2 miliardi di euro di obbligazioni dell'istituto senese.

In primo luogo, a differenza della 'prima' conversione chiusa lo scorso 2 dicembre, la banca potrà sollecitare direttamente l'adesione del retail, non essendo più previsto che la rete di Mps debba mantenere «un atteggiamento non proattivo, astenendosi dal raccomandare o consigliare l'adesione all'offerta».

Viene inoltre rimosso, come emerge dal prospetto informativo, un altro limite stringente, quello della valutazione 'bloccante'. Mentre nella precedente offerta, in presenza di un profilo di rischio inadeguato da parte del cliente la conversione non era consentita, ora il cliente potrà «chiedere di procedere comunque» e la banca non sarà più tenuta a opporsi.

Nel caso in cui il governo intervenisse a sostegno di Mps i bond subordinati «potrebbero essere soggetti a conversione forzosa in azioni» a condizioni che «non sono note» a oggi e che quindi potrebbero essere migliori, uguali o a anche peggiori rispetto alle «condizioni riconosciute» da Mps nella sua offerta di conversione volontaria. Così il prospetto messo a punto dalla banca avverte gli obbligazionisti sul fatto che, in caso di salvataggio statale, la conversione in azioni potrebbe comportare perdite superiori.