Siena, 12 agosto 2017 - Cento occhi elettronici in più per controllare la città e garantire maggiore sicurezza. È l’obiettivo del programma di videosorveglianza, in avanzato stato di realizzazione, che ha fin qui consentito di allestire 65 telecamere, che diventeranno 78 a conclusione del primo stralcio. Ne seguirà poi un secondo con altri 35 apparecchi dislocati nel centro storico, ma anche nelle periferie e in alcuni snodi nevralgici della viabilità. L’investimento complessivo è di 150mila euro ed è realizzato dall’amministrazione comunale, con il consorzio Terrecablate come partner tecnico.

"Vogliamo una città che sia e si senta sicura, anche se da noi gli standard sono già alti rispetto alla media toscana e italiana», ha detto il sindaco Bruno Valentini alla presentazione della nuova sala operativa al comando di polizia municipale. Qui quattro maxi schermi rimandano a rotazione le immagini di tutte le telecamere. "Come previsto dalle normative – ha spiegato il sindaco – non vengono effettuati controlli in tempo reale a tappeto su singole zone, a meno che non ci siano motivati sospetti da parte delle forze dell’ordine".

Tutte le immagini restano conservate per sette giorni negli archivi del ced comunale, poi in automatico vengono cancellate. Sempre che nel frattempo non siano intervenute richieste su singoli casi. "Da aprile a ora – ha detto Cesare Rinaldi, comandante della polizia municipale – abbiamo ricevuto diciannove richieste di controllo. In alcuni casi, i nostri video sono stati utilissimi".

Un esempio portato dal sindaco è quello del danneggiamento della struttura per le frittelle di Mario Savelli in Piazza del Campo, che fu oggetto di un atto vandalico proprio nella fase di affinamento del sistema di videosorveglianza. "Dove abbiamo installato le videocamere – ha detto l’assessore Stefano Maggi – si sono bloccati alcuni problemi, vedi il caso del vicolo della Pallacorda. La funzione di deterrente si unisce così a quella di controllo".

Tecnicamente le immagini scorrono nella rete denominata Diana ("un fiume digitale" con evidente richiamo al mitico corso d’acqua sotterraneo), come spiega Enrico Borelli, direttore di Terrecablate: "Un collegamento in fibra ottica nel quale scorrono tanti servizi, dagli accessi ztl alle farmacie, alle scuole e ora al sistema di videosorveglianza. Le immagini sono in full hd e qualche volta in 4k e raggiungono un’ottima qualità anche di notte".