Siena, 14 settembre 2017 - TRE ‘NICCHIE’ abbandonate, che sono tornate a vivere. Tre tabernacoli in cui gli artisti senesi Vittoria Marziari Donati e Tommaso Andreini hanno unito la loro passione, i loro segni distintivi; l’eleganza e la leggerezza dell’una, le forme semplici e i colori sgargianti dell’altro, per illuminare ‘Devozione in Castelvecchio’, l’iniziativa promossa dalla Contrada della Tartuca con l’obiettivo di rivalorizzare il nucleo originario della Sena Vetus, ubicato nel cuore del rione delle Murella. La dirigenza tartuchina sta infatti promuovendo un progetto di riscoperta del «territorio, non soltanto da un punto di vista estetico, quanto da una prospettiva storico-sociale. Donando queste opere alla Città, la Contrada vuol manifestare la consapevolezza che il rione è sì un patrimonio artistico da salvaguardare, ma anche un ‘contenitore’ di relazioni che la identificano e che responsabilmente vuol continuare a tramandare».

ED ECCO allora il ripristino dei tre tabernacoli: le ‘nicchie’, ormai dimenticate nel tempo e nel degrado, sono tornate a vivere grazie all’apposizione al loro interno di opere di straordinaria bellezza, create dalle mani di due figli di Siena. Il tutto, come spiega la Contrada «grazie all’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Siena, alla gentile concessione dei condomini degli edifici e, soprattutto, alla preziosa collaborazione dei due artisti».

LE TRE ‘GEMME’ sono state svelate venerdì scorso, nel giorno che unisce la devozione Mariana dei senesi all’attaccamento che questi nutrono per il proprio rione, nell’ambito della Festa dei Tabernacoli. «Il giallo e il turchino risaltano le vesti della Madonna col Bambino, nel bellissimo dipinto di Tommaso Andreini. Vitalità ed eleganza nelle sculture di Vittoria Marziari Donati: un busto della Vergine e la riproduzione di Sant’Antonio da Padova, protettore di Castelvecchio».

A INTRODURRE le opere Gabriele Fattorini, storico dell’arte. «Oggi più che mai – ha sottolineato – le Contrade avvertono la necessità di riscoprire quel legame che le riconduce al passato e alle radici culturali». «Ora un pezzo di me è posto nelle antiche mura della città – il messaggio di Tommaso Andreini su Fb –: una gioia e una soddisfazione immensa. Il tabernacolo che ho realizzato in Castelvecchio ci sarà per sempre. Devo ringraziare la Tartuca la sua dirigenza e tutti i suoi contradaioli, che mi hanno fatto questo regalo. Un regalo che non potrò mai dimenticare. La mia Madonnina se ne starà lì nei secoli, a benedire tutti coloro che passano sotto di lei».