Siena, 5 settembre 2017 - IL COLLEGAMENTO è impossibile da dimostrare, ma è impossibile anche non farlo. Verrebbe automatico a tutti, non solo alla proprietaria, collegare la morte di uno dei suoi tre gatti e la scomparsa degli altri due, agli spari sentiti vicino a casa solo la sera prima della sparizione dei mici. Non è un atto di accusa contro qualcuno, quello che viene da Sovicille, ma solo l’annotazione attraverso i social di una concomitanza quanto meno singolare, forse troppo singolare per non essere anche inquietante.

LA STESSA ANNOTAZIONE che la proprietaria ha messo per iscritto dai carabinieri, a cui ha denunciato lo smarrimento dei gatti e, nello stesso tempo, segnalato gli spari avvertiti intorno casa solo poche ore prima. La sua prima speranza, del resto, è che i micetti siano solo spaventati e disorientati e che si possano ancora ritrovare sani e salvi.«Qualche sera fa abbiamo sentito degli spari. Il giorno seguente, non sono tornati a casa tre dei nostri gatti – racconta –. Solo dopo è tornata mamma gatta, ferita, che, purtroppo non ce l’ha fatta. La mia speranza è che, impauriti per gli spari, gli altri siano scappati e ora non riescano a ritrovare la strada di casa».

QUELLO che è successo a Sovicille fa il paio con quanto accaduto solo pochi giorni fa a Sant’Appiano, nella campagna fra Poggibonsi e Barberino Val d’Elsa e tutti e due gli episodi richiamano alla memoria quello di un anno fa a Colle. A Poggibonsi, due gattini domestici sono stati ammazzati a fucilate, addirittura con cartucce caricate a pallettoni, colpiti con precisione alla testa da chi, evidentemente, ha preso con cura la mira come se fosse al poligono. Invece era fra le case, con il rischio di colpire anche gli abitanti. La stessa circostanza dell’episodio avvenuto ad agosto di un anno fa a Colle, dove Birillo, splendido e simpaticissimo gattone bianco e rosso, fu colpito da ben 40 pallini di piombo sparati da distanza ravvicinata, nel giardino di casa sua. Se la cavò perché i proiettili erano di piccolo calibro, ma dovette subire una delicata operazione chirurgica e per diverse settimane non volle più uscire di casa. Episodi diversi, ma uguali e le domande sono sempre le stesse, perché non è possibile farsene altre: chi può odiare gli animali fino a questo punto e, soprattutto, perché?