Siena, 17 aprile 2017 - C’E’ UN PEZZO di Toscana, e soprattutto di Siena, a bordo della nave Carabiniere, fregata della Marina Militare in navigazione in questi giorni nei mari australiani e del Sud Est asiatico. Gli spazi compresi tra i 144 metri della lunghezza fuoritutto, i quasi 20 di larghezza e i 50 di altezza e i 180 membri dell’equipaggio, uomini e donne, sono come un piccolo spaccato di Italia. E non solo perché ha il tricolore o perché, per le leggi internazionali, la nave è considerata territorio italiano, ma anche e soprattutto per il fatto che a bordo si trovano e convivono, se non tutte, gran parte delle regionalità.

LA NAVE CARABINIERE è salpata il 20 dicembre da La Spezia per una campagna lunga sei mesi (il rientro è previsto per il 6 giugno a Civitavecchia dove riceverà la bandiera di combattimento) dall’altra parte del mondo. Una missione che finora ha portato la nave a sostare in Arabia Saudita, nello Sri Lanka, in Australia, in Indonesia e in Pakistan e la porterà in Oman, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi e Israele per svolgere compiti di ‘naval diplomacy’ e di promozione del Made in Italy, prima di riattraversare il Canale di Suez e mettersi in rotta verso casa. Alta rappresentanza, ma anche esercitazioni con le marine locali per rafforzare la cooperazione e per avviare relazioni con nuovi potenziali partner. Nel corso della campagna, ha altresì garantito presenza e sorveglianza marittima nelle acque di interesse nazionale, nell’alveo dei compiti istituzionali affidati alla Forza Armata. Il tutto sotto il comando del capitano di fregata Francesco Pagnotta, 42 anni da Chianciano Terme. E’ lui il primo senese a bordo, la massima figura di una nave: il comandante.

«Per me – dice – essere arrivato qui significa aver coronato il sogno che avevo fin da bambino. Nave Carabiniere rappresenta l’ultima generazione delle navi della Marina Militare, quanto di più moderno e tecnologicamente avanzato si possa avere in questo momento nel nostro Paese. Oltre all’aspetto tecnologico, sono anche fiero di essere il leader di un equipaggio addestrato e motivato con cui sto affrontando una campagna di grande importanza per il nostro Paese. Sono orgoglioso di incarnare, attraverso il comando navale, i valori e le tradizioni della Marina Militare, ma l’attività che stiamo conducendo non si limita solo a questo: è anche mostra delle eccellenze italiane attraverso l’organizzazione di eventi sociali, culturali e di promozione dell’immagine dell’Italia in collaborazione con le rappresentanze diplomatiche nazionali e anche una vetrina internazionale per l’industria italiana. È una grande responsabilità quella che sento su di me, ma dedico a questo periodo di comando navale tutto il mio impegno e le mie energie».