Siena, 18 maggio 2017 - Pensione in cambio di sesso. Palpeggiava il seno delle madri che accompagnavano i figli alla visita per ottenere l’invalidità. Oppure le costringeva ad avvicinare le mani alle sue parti intime. Proprio lui che doveva assicurare trasparenza e correttezza nella concessione delle indennità ‘tradiva’ la fiducia dei cittadini. Alla fine il medico dell’Inps, 66 anni, residente in Valdichiana e ora licenziato dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, nell’ottobre 2015 è stato arrestato dai carabinieri di Poggibonsi. E si trova al centro sia di un processo per violenza sessuale e concussione, alle battute iniziali, che di un ulteriore troncone d’indagine le cui risultanze sono giunte ieri all’attenzione del gup Alessandro Buccino.

NUMEROSE le donne, giovanissime ma anche di mezza età, provenienti in larga maggioranza dalla Valdichiana e dalla Valdelsa anche se le visite si svolgevano a Siena, che hanno denunciato il comportamento scorretto del medico legale. Approfittava della sua veste di pubblico ufficiale, chiamato a certificare i risultati degli accertamenti per concedere inabilità e invalidità, magari la legge 104/1992, per soddisfare il suo ‘appetito’.

GLI EPISODI, avvenuti fra il 2014 e il 2015, sono stati cristallizzati dagli investigatori grazie anche ad intercettazioni ambientali e telefoniche. Sembrano l’uno fotocopia dell’altro. Con la scusa di farsi aiutare a tenere sollevata la maglietta del marito, del figlio o della madre il medico faceva avvicinare la donna a sè e palpava il seno alla malcapitata di turno, ponendola in un’implicita condizione di soggezione. Se lei si fosse ribellata, il dubbio sorgeva spontaneo in quegli attimi, sarebbe stata concessa l’invalidità? Timore. Paura di non vedere riconosciuta a sè, o magari al proprio caro, la provvidenza legata all’esito dell’accertamento. Fra le donne oggetto di attenzione del medico, c’è chi comunque ha cercato in ogni modo di allontanare la propria mano dalle parti intime, mentre l’uomo la tratteneva. Senza pensare alle conseguenze.

NON SI FACEVA scrupoli neppure davanti ai bambini, costretti a ricorrere alla visita per gravi motivi di salute. Metteva in scena il copione di sempre con la loro mamma. Ben sei i casi arrivati ieri davanti al giudice, che si aggiungono a quelli già oggetto del processo. Sarebbe dovuto entrare nel vivo il 23 maggio ma slitterà a causa dell’astensione dalle udienze proclamata dalle Camere penali. E’ stata anche chiesta la chiamata in causa per la responsabilità civile dell’Inps poiché l’uomo era all’epoca un dipendente dell’Istituto.