Siena, 9 luglio 2017 - Il capitano parla di «sogno regalato». Il fantino di «parola mantenuta, nel Palio non succede sempre così». Una sorta di mantra che ricorre nel divertente botta e risposta fra Emanuele Tondi della Giraffa, condottiero vittorioso, e Scompiglio.

Precisi e puntigliosi, sono così. Anche ambiziosi. «Mi emoziono quando ci penso – ammette il fantino – , il mio desiderio era scrivere il nome nella storia della Festa. Ora si sta realizzando». Il capitano scaccia (a parole) l’idea del Cappotto, qualora la Giraffa uscisse.

«Ad ora non penso all’estrazione», aggiunge Tondi. Che aveva sognato Sarbana, una decina di giorni prima del Palio. «Toccava alla Giraffa e ci veniva Jonathan. Glielo dissi subito. ‘Intanto si esce, poi si vede’, la risposta di Scompiglio. Che di quella cavallina sapeva tutto, dalla A alla Z. Che morsi preferiva, i paraombre. Un lavoro intenso con lei».

E il fantino svela: «Lui (ossia il capitano, ndr) aveva più voglia di me di vincere. Se la mia era 100, la sua 110!» Una chiacchierata schietta, con qualche omissis su episodi che devono restare segreti del Palio e dei rapporti personali.

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