Siena, 29 dicembre 2017 - Un amore acceso, quello per i cavalli. «Guarda qui mamma», dice orgogliosa la figlia Chiara Flamini mostrando lo scatto di Rompicollo in groppa alla saura di famiglia. «Voglio essere chiamata così, Diavola non mi piace», ribadisce con un guizzo, come se fosse alla curva di San Martino, lanciata al galoppo, Rosanna Bonelli. Unica donna a correre il Palio, era il 16 agosto 1957. Sessanta anni fa. Data importante.

Che lei, per tutti Rompicollo, con un pizzico di vanità per il primato da nessuno ancora scalfito ha voluto festeggiare, dedicandosi una serata al Teatro dei Rozzi. Per raccontarsi in un collage di immagini e di filmati. E di ricordi cesellati con leggerezza dagli interventi di Duccio Balestracci, Maurizio Bianchini e Senio Sensi. «C’era anche il bellissimo documentario di Silvia Folchi e Antonio Bartoli ‘Voglio essere Rompicollo’», ricorda con un lampo negli occhi Rosanna Bonelli. Vincitore tra l’altro del ‘Best international documentary’ all’Equus film Festival di New York.

Ma la storia è ormai conosciuta, si dirà. Dov’è la novità? «La serata era ad ingresso libero ed ognuno poteva lasciare un’offerta. Il ricavato, 700 euro, sarà devoluto ai cavalli da Palio del Pensionario di Radicondoli», spiega Rompicollo. Che realizzerà poi anche un altro sogno. 

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