Siena, 7 settembre 2014 — Non assomiglia minimamente alla querciona che da oltre 300 anni si staglia nel paesaggio della Val d’Orcia, alle Checche. Dopo il cedimento dell’enorme ramo, che quasi sfiorava il terreno (sui motivi sono in corso accertamenti visto che l’albero sembra non sia malato, né assalito da insetti o funghi), è stato necessario procedere ad una potatura importante per metterla in sicurezza. Il risultato è quello che mostriamo in queste foto: un albero ‘ferito’. Che (purtroppo) ha perso l’antico splendore. Tanto che alle Checche è un pellegrinaggio continuo di turisti ma soprattutto di persone della zona che vanno a scattare foto e a vedere come sta la querce. Alcuni cittadini hanno lasciato una lettera, poi fissata al tronco. Che si conclude con un appello - «Serve l’aiuto di tutti» — e con una promessa: «Stai certa, noi non ti abbandoneremo!».

«Alla nostra amatissima quercia delle Checche», è invece l’incipit di quelle intense righe per il ‘monumento’ verde. «100 pugni sullo stomaco ci avrebbero fatto meno male. Quante volte ci siamo fermati ad ascoltarti, a pensare, cantare, pregare, danzare insieme a te, amica nostra. Hai condiviso con noi gioie e dolori. Quante cose - si legge -  potresti raccontare tu che hai annusato un milione di tramonti. Qualcuno ha contribuito a rompere il braccio che arrivava fino a terra, quello con cui cullavi le coppie degli innamorati». 

Laura Valdesi