Siena, 21 aprile 2017 - Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex presidente e ad di Banca Monte dei Paschi, rischiano di andare a processo a Milano con l’accusa di falso in bilancio e manipolazione del mercato.

Il gip Livio Antonello Cristofano ha infatti disposto la loro imputazione coatta, dopo l’iniziale richiesta di archiviazione dei pm Stefano Civardi, Giordano Baggio e Mauro Clerici. La procura dovrà quindi formulare una richiesta di rinvio a giudizio che sarà vagliata da un gup.

"Ho certezza della correttezza del mio operato e come sempre ho piena fiducia nella giustizia", è stato il commento di Alessandro Profumo, prossimo ad di Leonardo-Finmeccanica. La vicenda riguarda i bilanci dell’istituto di credito senese dal 2012 al primo semestre 2015 e ipotizza una non corretta contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria, stipulati rispettivamente con Deutsche Bank e con Nomura. Secondo alcuni esposti di piccoli azionisti, Codacons e dell’azionista Giuseppe Bivona sarebbero stati erroneamente inquadrati come titoli di stato e non, appunto, come derivati. Decisiva, a quanto si apprende, la consulenza dei professori Roberto Tasca e Francesco Corielli, disposta dal procuratore generale Felice Isnardi, che ha puntato l’attenzione sulle differenze dell’impatto sui bilanci «a saldi aperti», come è avvenuto, e quella «a saldi chiusi», con l’indicazione di Alexandria e Santorini come derivati.

Oltre a Profumo e Viola, disposta l’imputazione coatta anche per Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale di Mps. Arriva invece l’archiviazione per altre sette persone, tra cui anche gli ex vertici di Rocca Salimbeni Giuseppe Mussari e Antonio Vigni e l’ex responsabile area finanza Giuseppe Baldassarri, già a processo a Milano, assieme ad altri imputati, per la gestione della banca.