Montepulciano (Siena), 4 settembre 2017 - Un momento storico quello vissuto dalla Diocesi di Montepulciano-Chiusi- Pienza lo scorso sabato 2 settembre nel Duomo di Pienza. Una data che certamente entrerà a far parte dei libri di storia di questa terra: mai infatti la Chiesa poliziana-chiusina- pientina, almeno in epoca moderna, aveva avuto un monastero di clausura all’interno del suo territorio. E’ stato lo stesso pastore della Diocesi, il vescovo Stefano Manetti, ad accogliere le 13 monache benedettine che verranno ospitate nel Seminario di Pienza, struttura restaurata integralmente in occasione del Grande Giubileo del Duemila.

Tanta gioia e contentezza palpabile nei volti dei presenti, convenuti appositamente nell’edificio fatto costruire da Pio II per la preghiera della comunità pientina. E sarà proprio la preghiera la principale “occupazione” delle sorelle giunte dall’Olanda – esattamente da Amsterdam – dove hanno vissuto negli ultimi quattro anni. Di origine marchigiana la maggior parte di esse – eccezion fatta per una maltese e una taiwanese – subito sono entrate in contatto con la popolazione della Diocesi, presentandosi una ad una a partire dalla superiora, Madre Diletta, la quale si è detta entusiasta e contenta di abitare in un territorio così ricco di arte, di cultura e di fede ed invitando tutti a visitare la loro nuova abitazione, appunto i locali del Seminario.

Una speranza condivisa anche dalle consorelle – quella di stringere rapporti con gli abitanti di tutta la Diocesi – che non hanno esitato, sin da subito, ad offrire sorrisi e strette di mano, concedendosi anche qualche foto in uno scenario suggestivo. Durante l’omelia festiva monsignor Manetti, assistito dal vicario generale e da alcuni sacerdoti della Diocesi, ha precisato che la presenza delle suore “è di importanza vitale per la nostra Chiesa locale perché esse rappresentano il cuore di questo corpo che si chiama comunità cristiana. Così come i missionari possono paragonarsi ai piedi, poiché hanno la funzione utilissima di portare il Vangelo nel mondo, e gli operatori della Caritas alle mani, con la loro funzione pratica di assistenza ai nuovi poveri, così il monastero di clausura, che oggi viene istituito in Diocesi, sarà il cuore pulsante per ciascuno di noi. La loro preghiera non è tempo perso – come si pensa nel mondo odierno – ma risorsa necessaria per affrontare le sfide che ci vengono proposte, a partire dalla famiglia e dai giovani”.

Anche il parroco di Pienza, don Silvano Nardi, ha definito “una grazia e una ricchezza” la presenza di questa comunità di benedettine all’interno del territorio parrocchiale. Alla celebrazione eucaristica, in un Duomo gremito di fedeli accorsi per accogliere le giovani suore, hanno partecipato anche il sindaco Fabrizio Fè e il maresciallo comodante di stazione Daniele Palazzoli, oltre alle varie rappresentanze delle comunità religiose femminile presenti in Diocesi. Al termine del solenne rito il Vescovo ha benedetto singolarmente le monache le quali si sono inginocchiate dinanzi all’antico altare per iniziare la loro delicata missione in questo territorio. Un momento storico dunque quello vissuto lo scorso sabato dalla Diocesi di Montepulciano-Chiusi- Pienza, che avrà un cuore pulsante rappresentato dal monastero benedettino il quale, già adesso, è punto di riferimento per ciascuno.