Siena, 3 febbraio 2018 – Botta e risposta sulla giustizia paliesca fra le Contrade e il sindaco Bruno Valentini. Con le prime che sconfessano quanto da lui dichiarato a margine della festa per Morosita di sabato scorso al Ceppo, in merito al documento durissimo dell’Oca che accusava l’amministrazione anche di comportamenti illegittimi e di aver omesso un passo determinante degli atti utili alla propria difesa. “Abbiamo messo in atto  la linea di comportamento concordata con il Magistrato, c’è stato uno scambio di lettere”, aveva affermato tra l’altro Valentini.

Nella nota del Magistrato, di cui è stata evidentemente soppesata ogni parola e che è stata diffusa alle 22,20 si legge: “Poiché il rispetto dall’esterno si guadagna mostrando anche internamente fermezza e rigore, il Magistrato non può esimersi al precisare quanto segue in riferimento alle dichiarazioni del sindaco relative alla giustizia paliesca riportate da alcuni quotidiani nell’edizione di domenica 28 gennaio u.s. Il tema della Relazione dei Deputati della Festa è stato più volte affrontato nel dibattito interno al Magistrato sul Regolamento del Palio e le relative prassi applicative; ed è stato ripetutamente sottolineato il diritto delle Contrade oggetto di proposta di sanzione a visionare la Relazione nella sua interezza, per tutto quanto è connesso e collegato al provvedimento: in tale modo riteniamo da intendersi il dettato dell’articolo 98. Ciò è stato rappresentato dal Magistrato all’Amministrazione comunale anche in uno scambio di corrispondenza  nel maggio-giugno 2016, senza che sull’argomento sia mai stata ‘concordata’ alcuna linea di comportamento. Consapevoli delle innumerevoli complesse problematiche storiche da affrontare in questa delicatissima fase storica, riteniamo che la chiarezza reciproca – conclude la nota - in ogni questione di comune interesse sia doverosa premessa di una unità di intenti oggi più che mai indispensabile”.

Ma c’è di più nella nota diffusa dal Magistrato: un’amarezza profonda che i priori esprimono perché le 17 Contrade vengono sempre indicate come esempio di mutuo soccorso e di socialità unici al mondo, come valore fondante della nostra comunità, scoprendo poi (quando conta) di essere considerate tali solo a parole.

“Alla luce degli ultimi accadimenti il Magistrato delle Contrade torna a manifestare il profondo disagio che deriva dal vedere in più occasioni la propria tradizione impropriamente accostata a realtà del tutto estranee alla cultura e ai valori etici che il mondo contradaiolo testimonia nel fattivo impegno quotidiano. In questo momento - scrivono i priori – confidiamo che le Istituzioni, come più volte pubblicamente affermato, si stiano adoperando non solo a parole ma con la concretezza dell’agire affinché, pur nel rispetto delle leggi dello Stato, si tenga conto della nostra storia e si riservi la giusta considerazione nei confronti di quella comunità contradaiola che le stesse istituzioni continuamente amano citare quale esempio virtuoso di modello equo e autentico della società”.