Asciano, 28 dicembre 2017 - «SI SAREBBE fatto in due per gli altri. Gli volevo bene come un fratello». Il suo amico d’infanzia, Luca Fiacchi. Erano cresciuti insieme ad Asciano, lui e Mario Gialli. «Avevamo anche la stessa età, 50 anni, oltre ad essere impegnati entrambi con la Misericordia», racconta l’amico. Che ha visto persone in difficoltà e feriti negli incidenti durante i tanti servizi svolti come volontario. Ma la scomparsa di Luca – fulmine a ciel sereno per tutti – è una ferita dolorosa. Troppo. Sono stati proprio i suoi colleghi dell’Associazione, che si trova in via Barna, a trovare Fiacchi in terra la mattina di Santo Stefano. Il corpo fra il muro e un’ambulanza, nel locale dove vengono ricoverati i mezzi usati per i servizi. Quelli che curava come se fossero suoi, controllando che tutto fosse a posto. E che anche martedì era andato a ispezionare con dedizione, prima che un malore spezzasse la sua vita. I volontari presenti hanno tentato di rianimare l’amico. E la centrale del 118 ha mandato subito un’ambulanza con il medico a bordo. Tutto inutile. Il cuore di Luca Fiacchi si era fermato per sempre.

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