Siena, 9 settembre 2017 - «SEI handicappato?? Per favore mettila al posto assegnato, grazie». E’ questo il testo di un biglietto lasciato sul parabrezza della macchina di Murizio Coluccio, parcheggiata in via Marche ad Arbia. Maurizio ha 46 anni, è una delle 7 persone al mondo colpite dalla sindrome di Cogan. Una malattia autoimmune, rara e incurabile. Nonostante gli ultimi scampoli d’estate il caldo continua a farsi sentire nelle ore di punta; per questo motivo giovedì scorso ha deciso di parcheggiare la propria auto all’ombra, dalla parte opposta rispetto al proprio posto riservato dal comune. Così qualcuno non ha gradito il “doppio parcheggio”, quello effettivo e quello lasciato vuoto a causa del sole, ma punibile con la multa per i non disabili. «Sono invalido al 100% - racconta Maurizio - : Con il caldo la mia vita è a rischio, per questo motivo ho parcheggiato tutta l’estate all’ombra e nessuno si è mai lamentato. Quando ho visto il biglietto ci sono rimasto molto male, la considero una grande offesa. Lo avrei potuto capire se tutti i parcheggi fossero stati pieni, ma la cosa più incredibile è che c’erano diversi posti liberi». Stupore da parte dei vicini che hanno subito condannato il gesto, invitando Coluccio a sporgere denuncia ai carabinieri. Per il momento ha deciso di aspettare, sperando in un segnale e che l’autore della scritta si faccia vivo; diversamente Maurizio è pronto a richiedere persino una perizia calligrafica pur di scoprire il firmatario di un gesto che lo ha ferito profondamente. «La mia via è un inferno - prosegue -: combatto ogni giorno con i miei problemi, questo biglietto anonimo mi ha turbato tanto e non lo meritavo». Maurizio è originario di Praia a Mare, in Calabria, abita ad Arbia da tre anni e non ha mai ricevuto avvisi per i suoi parcheggi estivi, avvenuti anche nelle scorse stagioni. Del resto nel vicinato tutti conoscono la sua situazione e le sue esigenze. Invertire il posto riservato non è possibile, anche perché la zona d’ombra non è un vero e proprio parcheggio ma un lungo marciapiede. Adesso Maurizio vorrebbe incontrare l’autore del gesto per spiegargli la situazione e risolvere il problema senza sporgere denuncia. E’ a lui che si rivolge: «La disabilità non dove essere un problema - conclude -: Bisogna essere più sensibili. A chi ha lasciato il biglietto dico che un giorno potrebbe ritrovarsi lui o un suo familiare nella mia situazione, e non glielo auguro. Lo aspetto per parlarci e fargli capire la gravità del gesto».