Siena, 7 febbraio 2018 - DUE CUORI e una capanna. Va bene l’amore, che bella la passione. Provoca batticuore perdersi negli occhi dell’altro. Ma la realtà è fatta di bollette da pagare e medicine da acquistare, se il bambino ha necessità. E poi l’affitto e tutte le spese per mandare avanti la famiglia. Finché l’attività filava liscia, nessun problema. Ma quando ha iniziato a zoppicare e poi ad andare male, l’uomo è ricorso all’unica ‘risorsa’ che aveva: la propria compagna. Una romena, tra l’altro molto carina, che era venuta in Italia qualche tempo fa convinta di rifarsi una vita dopo un po’ di traversie. La donna, insomma, aveva iniziato a prostituirsi. E adesso l’uomo che era titolare di un’attività commerciale centralissima, proprio nel cuore della città, è accusato di sfruttamento della prostituzione. Non c’era ieri mattina quando il giudice Ottavio Mosti ha aperto l’udienza. Si troverebbe infatti in Spagna mentre la donna è tornata nel suo Paese d’origine insieme al figlio avuto da una relazione precedente. Le loro strade si sono dunque separate. Il giudice ha aperto il dibattimento con le richieste di prova, presente l’avvocato Duccio Panti. Poi il rinvio dell’udienza per sentire tre testimoni.

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