Siena, 3 gennaio 2018 - Una chiacchierata a 360 gradi con Bastiano, vincitore di 5 Palii e  da sempre attento osservatore del Palio. Parla di strategie, fantini e Contrade, senza risparmiare critiche. E anche lodi.  

3 LUGLIO 1978: Bastiano vinceva il primo Palio nella Selva. In 40 anni nel Palio c’è stata una rivoluzione copernicana.

«Trasformato completamente. Frequentando qualche collega e dirigenti dell’epoca ancora appassionati, si vede bene che sono cambiati i rapporti fra fantini e Contrada. Prima chi montava a cavallo si legava, adesso i big non hanno convenienza a farlo, i giovani non vengono presi in considerazione. Lascia stare il caso di Brio, singolo e sporadico. Gli altri restano liberi. Eppure fare il fantino di Contrada ti arricchisce anche a livello umano. Il 22 dicembre il capitano della Selva mi ha invitato alla cena degli auguri, è stato bellissimo. Il Palio è del momento, un flash. I legami restano, non li cancella il tempo».

Facciamo una previsione, anche se devono essere estratte a sorte tre Contrade: chi vince?

«Un Provenzano tosto... Come fai a non metterci dentro l’Istrice, il Nicchio che hanno necessità di vincere. Ma anche il Valdimontone mica rinuncia al Palio, tutt’altro. L’Oca stessa. E’ molto difficile da interpretare e credo che prenderanno vantaggi le Contrade che riusciranno a capire quale è il fantino migliore da montare sul momento. Insomma, chi avrà l’occhio più lungo».

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