di TOMMASO STRAMBI

Siena, 16 agosto 2013 - "Mps vale poco in Borsa". A poche ore dal Palio dell’Assunta è ancora il sindaco Bruno Valentini a riscaldare  il Ferragosto senese. «Non dico che il Monte valga il valore di libro di circa 7,5 miliardi, ma secondo me — tuona —  la banca vale molto di piu dei 2,5 miliardi di euro che è la capitalizzazione di Borsa». Una premessa per riprendere, seppure a distanza, la polemica con il presidente Mps Alessandro Profumo che l’altra sera, intervenendo alla festa provinciale del Pd,  aveva a sua volta replicato  all’ucita del primo cittadino sull’interessamento di soci  stranieri per banca Mps.

«Se esistono, ben vengano — aveva sostenuto Profumo —  ma mi sembra strano che non abbiano parlato con chi detiene il 33% delle azioni», ovvero la Fondazione. Da qui la nuova uscita del sindaco Valentini.

«Dato che la Fondazione possiede oramai poche cose, tra cui le azioni del Monte dei Paschi, la sua salvezza  dipende da come va il titolo. In tanti dicono che la Fondazione è destinata a scendere. Sicuramente è destinata a scendere all’interno dell’azionariato della banca, perché non ha altri mezzi di sostentamento se non vendere le azioni, ma se la banca lavora bene la Fondazione aritmeticamente non sarà costretta a scendere sotto il 10 per cento».

Una controreplica con le stesse parole usate da Profumo a cui, comunque, Valentini riconosce il merito insieme a Viola di essere arrivati «in un momento difficile e si muovono in una situazione terribile. Sono stati bravi sull'operato fatto. Ma per il futuro ci vuole più coraggio».

«La Fondazione è stata ingannata dai passati vertici della banca che avevano annunciato miliardi di utili — prosegue Valentini — e ora che la Fondazione debba scendere in Mps è sicuro: deve vendere per pagare i propri debiti, perché la banca ha detto che non farà utili e, per un certo periodo, quelli che farà serviranno ad autofinanziarsi. Quanto scenderà la Fondazione, lo deciderà la Fondazione e lo farà in base alla quotazione di mercato del titolo».

Ma è proprio l’ente di Palazzo Sansedono al centro delle discussioni di questi giorni di Palio. Perché la Deputazione amministratrice e il presidente, Gabriello Mancini, hanno terminato il mandato lo scorso 4 agosto, ma ancora i nuovi organi non è sono stati eletti. La Deputazione generale convocata lo scorso lunedì 12 agosto, infatti, non ha trovato una quadra intorno al nome dell’ex presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, Francesco Maria Pizzetti. Tornerà a riunirsi  martedì prossimo, 20 agosto, ma al momento l’impasse tra gli enti nominanti non sembra superata. Per cui non è esclusa un’ulteriore fumata nera.