Il racconto di Massimo Cappelli, senese, 38 anni. Il fantino Ricceri: "Potrebbero aver aggredito anche la mia Nina"
Siena, 18 febbraio 2012 - “Era un lupo, ne sono sicuro. Ho preso il binocolo e l’ho osservato con attenzione”. Non è accaduto in mezzo ai boschi ma sulla Provinciale che porta alle Ville di Corsano, in prossimità del bivio di Poggio ai Frati. A fare l’incontro ravvicinato è stato Massimo Cappelli, senese del Valdimontone trapiantato a Vescovado, 38 anni. Uno che di animali se ne intende «perché — dice — faccio il guardacaccia nell’Azienda faunistico venatoria di Mugnano, che comprende i comuni di Siena, Sovicille e Monteroni».
Ma c’è di più. Il fantino Alberto Ricceri, che vive poco distante in linea d’aria da questa zona, teme che possa essersi imbattuta proprio in un lupo, nei primi giorni della neve, la sua Nina, uno dei grossi cani che tiene nella scuderia, sulla strada per Radi. “L’altro maremmano — racconta ancora dispiaciuto quanto speranzoso che possa farsi viva — è tornato a casa da solo. Era sporco di sangue, l’ho pulito tutto e ho verificato che lui stava benissimo. Non era suo, quel sangue. Mentre di Nina nessuna traccia”. “Potrebbe anche essere stata aggredita. Abbiamo guardato ovunque con il mio collega, invano”, ipotizza Italo, il guardacacce che opera nella zona dove vive Ricceri, subito avvertito dal fantino.
Certo è che il lupo avvistato da Cappelli si aggirava nell’area. A cavallo ci vogliono pochi minuti. “Io l’ho notato la mattina, intorno alle 8,30, mentre andavo alle Ville. Era seduto in un campo, poi si è diretto verso la riserva. Ebbi un po’ paura, anche se ero in auto. Dimensioni, muso, occhi chiari e colore grigio bluastro. Ci metto la mano sul fuoco che si trattava di un lupo”, prosegue il guardacacce. Che riferisce anche un altro episodio, avvenuto sabato scorso. “Notai un capriolo steso in terra, proprio sul viale della fattoria. Pensavo che fosse morto per il freddo. Mi avvicinai e vidi che gli mancava una spalla. Inoltre aveva un buco all’altezza del collo, come quando i lupi bloccano la preda. Ho scattato le foto per la Polizia provinciale, che è stata subito avvertita. Intorno grosse orme. Difficile pensare che sia stato attaccato da cani selvatici, di solito straziano maggiormente le prede. Qui si è andati a colpo sicuro”.
Conclude Cappelli: “Questi animali si stanno avvicinando sempre di più all’abitato, complice probabilmente la neve. Credo che il fenomeno vada tenuto sotto controllo”.
Laura Valdesi