Donne dalle grandi bocche e i colori dell'India nelle sue opere
Siena, 15 febbraio 2012 — “Il maestro non è rintracciabile in maniera veloce fino alla fine del mese», spiega gentilmente un collaboratore di Francesco Clemente. Un cittadino del mondo l’artista che dipingerà il Drappellone dell’Assunta. Nato a Napoli, nel 1952, vive infatti dagli anni ’80 a New York con la moglie Alba e quattro figli.
Ma ha trascorso un lungo periodo anche in India (nutre particolare interesse per le tradizioni contemplative di questo Paese), ama molto anche Taos (New Mexico). Toccherà a lui raccontare la nostra Festa sulla seta, come prima hanno fatto altri esponenti della ‘Transavanguardia’ cui appartiene. Vale a dire Mimmo Paladino (16 agosto 1992) e Sandro Chia (16 agosto 1994) le cui opere furono vinte rispettivamente da Drago e Tartuca.
Chi lo conosce bene parla di lui come di una persona estremamente riservata. Ma anche di notevole spessore artistico tanto che non sfugge la sua giovanile collaborazione con Andy Warhol e Basquiat, per esempio. Attualmente le sue opere sono esposte al palazzo Reale di Milano nell’ambito della mostra aperta fino al 4 marzo dedicata alla “Transavanguardia italiana”, insieme a quelle di Chia, Cucchi, De Maria e Paladino. Il ‘regista’ dell’iniziativa è ovviamente il critico Achille Bonito Oliva il quale, dopo anni di opere concettuali, spinge verso un ritorno al colore. Fino al novembre scorso, invece, era stata la Galleria degli Uffizi di Firenze ad accogliere i suoi “Tarocchi”, 78 elaborazioni ispirate alle carte in cui ha inserito persone a lui care e del suo vissuto personale.
Ma le sue opere sono state esposte in tutto il mondo, dal Guggenheim di New York a Berlino, dalla Royal Academy of the Arts di Londra al Sezon museum di Tokio. Naturalmente a Napoli.
Personaggio eclettico, ha realizzato una serie ispirata alla Via Crucis ma ha anche disegnato le tazzine da collezione di una pregiata e notissima marca di caffè.
Le sue creazioni sono colorate, le donne hanno grandi occhi e bocche rosse pronunciate. Occupano sovente l’intera tela tanto che qualcuno, a Siena, si attende già una Vergine in primo piano, debordante. Ci sono sovente anche gli animali, la giraffa, l’oca e l’elefante, per esempio. Troviamo anche il cipresso.
Laura Valdesi