Morì ingoiando i farmaci del padre
"Non è stato omicidio colposo"
Il pm ha chiesto al Gip l’archiviazione. La bambina aveva 3 anni

Siena, 1 settembre 2010 - La sua bambina di 2 anni e 10 mesi era morta ingerendo tre pasticche colorate del padre, prescritte dal medico poiché lui soffriva di una cardiopatia. Forse le erano sembrate caramelle, probabilmente era stato per la piccolina solo un gioco metterle in bocca e ingoiarle. Un divertimento fatale. L’uomo, un bulgaro che vive nella nostra città, oltre ad essere colpito dal lutto, si era trovato indagato per l’omicidio colposo della figlia. Adesso che il trascorrere dei mesi ha lenito il dolore, anche se solo parzialmente, finalmente una buona notizia. Il sostituto procuratore Nicola Marini, che aveva seguito il caso sin dalle prime battute, ha concluso le indagini.
E chiesto da tempo al gip l’archiviazione nei confronti del padre della piccolina. Il giudice non si è ancora pronunciato ma, difficilmente, le motivazioni sottese al provvedimento potranno essere rigettate. Prima di tutto, dalla ricostruzione dei fatti è emerso che l’evento non era prevedibile. Come si fa ad immaginare, infatti, che la propria bambina salga su una sedia e raggiunga lo scaffale dove si trovavano le pasticche assunte dal padre per curarsi di cuore? Si trovavano in alto, è stata dunque una fatalità. Non solo. La capacità di mobilità dei piccoli è a volte incredibile, non a caso si parla di frugoletti a quell’età, neppure tre anni. Insomma, l’azione era stata rapidissima quanto imprevedibile. Nessuna negligenza da parte del genitore. Che, avvenuto il dramma — era il 10 gennaio scorso — l’aveva subito affidata alle cure delle Scotte. La speranza di salvarla era durata 12 giorni, poi, il 22 gennaio, la morte. Dolorosa. E l’apertura dell’inchiesta.
La storia di quella piccina aveva colpito la città anche perché la famiglia, nonostante il peso del dolore e delle indagini, aveva deciso di donare i reni poi impiantati a Palermo. I genitori avevano ringraziato la comunità bulgara per la raccolta di fondi organizzata, così come i medici del pronto soccorso e della Cardiochirurgia. Dell’aspetto legale si era occupato l’avvocato Marco Bianchini che è riuscito a far comprendere al pm le ragioni dell’archiviazione.
Laura Valdesi
25/11/2011 - Siena
Ingegneri elettrici e/o periti elettrotecnici
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