"Addio piccola bottega
Oggi non vale la pena"
Paolo Mancini ha lavorato 59 anni dietro al bancone, poi la rinuncia con grande nostalgia e qualche rimpianto
Siena, 31 agosto 2010 - "Se sono senese? Sono ‘nato sulle pietre’ io e così mia moglie". E, come tutti a Siena sanno, dietro all’espressione c’è l’orgoglio di essere nativi della città, anzi del centro e con tanta fierezza inizia la nostra storia, quella di Paolo Mancini, senese doc appunto e commerciante storico, con alle spalle i suoi 59 anni dietro al bancone. Una longevità, professionalmente parlando, dovuta alla dedizione, al sacrificio e alla pazienza, che sicuramente oggi si fa fatica a ritrovare.
"Era il 1947 quando mio padre prende quella vecchia attività in Piazza del Campo, al numero 67 — iniziano così i ricordi del signor Paolo —. Era una bottega di nastri e cappelli e così per i primi mesi facemmo una grossa vendita scontata della merce rimasta nei locali, poi dal gennaio del ’48 si inizia con la ‘profumeria e mesticheria’. Era la prima in Toscana: per ‘spiegare’ la parola mesticheria ci fecero scrivere sotto ‘colori e vernici’. Dietro al bancone, insieme a mio padre, c’eravamo noi tre figli (io e mio fratello e ognitanto nostra sorella): io avevo sei anni (classe ’41) e, dopo la scuola, facevo il servizio a domicilio. Passano gli anni e rimaniamo io e mio fratello".
Nostalgico e comunicativo come pochi, il signor Paolo naturalmente si dimostra anche un grande conoscitore del ‘commercio senese’, soprattutto di come è cambiato nel tempo, del fatto che con lo spirito imprenditioriale forse si nasce, ma anche del fatto che oggi quello stesso spirito imprenditoriale ‘solo’ non basta più. "Contemporaneamente alla bottega in piazza, sempre mio fratello ed io, apriamo alcuni supermercati — va avanti —, che tutt’oggi in parte esistono ancora: uno sempre in piazza del Campo (dove c’è ‘Ciao’), uno a San Prospero, quello dell’Uncinello e quello vicino alla stazione dove oggi sono Le Grondaie. Ma sono anni di cause, la grande distribuzione ‘spinge’ da dietro e dopo cinque anni, nel 1981, capiamo che i concorrenti ‘sono troppo grossi e dentati’ per noi e così capitoliamo. Nell’81 quindi rimango solo con mia moglie Anna Paola in profumeria, ma l’attività storica va avanti: prendiamo anche il locale sopra la bottega, mandiamo due commesse a fare il corso da estetista e nasce così la ‘Profumeria e estetica Mancini’. E così va avanti fino al 2006, quando, complice l’età e la voglia di godersi la pensione con i cinque nipoti, ci arrendiamo definitivamente".
Una motivazione, quella dell’età, che regge solo in parte, dietro alla scelta di lasciare del signor Paolo si capisce che c’è anche dell’altro: "Negli ultimi dieci anni — spiega — ho passato almeno 10-12 ore al giorno in negozio: gli affari di oggi vogliono le attività aperte sempre più ore, con un personale che costa sempre di più. Certo il commercio è cambiato per le esigenze e i modi di acquisto dei clienti, ma è cambiato soprattutto per la fiscalità sempre più complicata e costosa. Ai miei tempi ero io stesso a curare anche la contabilità, oggi leggi su leggi, burocrazia e tasse su tutto: le attività non sono più gestibili da singoli, da privati. L’unica possibilità percorribile secondo me per i piccoli è specializzarsi. Per non parlare poi degli affitti, che erano cari già una volta, ma negli ultimi anni sono arrivati a cifre esagerate. Rimpianti? Sono stati 59 anni della mia vita: ho iniziato da bambino, in negozio ci sono cresciuto, era la mia casa. Certo che ci ho lasciato il cuore, eppure ai miei figli non ho voluto dare un peso tanto grande. Un figlio avrebbe voluto continuare l’attività di famiglia, ma sono stato io a fermarlo e deviarlo da questa strada altrove. Oggi non vale più la pena".
Paola Tommasoni
25/11/2011 - Siena
Ingegneri elettrici e/o periti elettrotecnici
Azienda Leader Nel Settore Elettromeccanico


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