In viale Cavour
non c'è la "dolce vita"
"Nell’ultimo ventennio da queste parti non ci sono stati interventi: forse questa è la volta buona"
Diasagi e problemi nei quartieri. Segnalate ciò che non va nel quartiere in cui vivete
Siena, 18 marzo 2010 - Ci si è messa anche la neve ad intralciare i lavori della "macchina comunale"; ma con la quiete dopo la tempesta ecco dunque scattato, non proprio puntuale, lunedì mattina l’intervento in viale Cavour, annunciato già per l’8 marzo. "Dopo anni di richieste fosse questa è la volta buona. Era ora visto che nell’ultimo ventennio da queste parti non c’è passato nessuno". La strada del dopo-tempesta ma anche della bufera tutto l’anno è appunto viale Cavour, quella direttrice fondamentale della città, di entrata dalla zona nord (da Firenze dunque) e di collegamento al centro attraverso porta Camollia.
Un’arteria dunque di grande passaggio, anche a piedi ma soprattutto in auto e in bus, che nel tempo al posto di essere decongestionata ha visto aumentare il suo traffico: vuoi per il senso unico previsto in quella bretella di collegamento con viale Sclavo che un tempo deviava in discesa buona parte del passaggio, vuoi per il transito obbligatorio qui per dirigersi poi ai Cappuccini, Cavour è oggi una fila ininterrotta di mezzi pressochè per tutta la giornata. E con la risalita dalla stazione ferroviaria che primo o poi sarà ultimata e collegherà appunto la parte bassa della città proprio con piazza d’Armi, viale Cavour riscuoterà, se mai ne avesse avuto bisogno, nuovo successo e accoglierà nuovi frequentatori. Un viale peraltro già ricco di vita sua: ha servizi, negozi vari, tante abitazioni e alcuni alberghi, una caserma dei vigili del fuoco con mezzi in continua entrata ed uscita.
Lungo il viale sono poi di casa anche buona parte dei frequentatori del centro storico, che qui, appena passata la zona Aru (da porta Camollia a piazza d’Armi), possono lasciare in sosta libera i mezzi anche per tutta la giornata. Tutto questo per rendere la "grande vita" di questa zona e di conseguenza la necessità di una manutenzione stradale e infrastrutturale che minimo dovrebbe essere annuale. La realtà invece mostra segni del tempo e dell’utilizzo molto profondi, più che superficiali e più che annuali: marciapiedi devastati e continuamente presi d’assalto dal parcheggio più o meno selvaggio, asfalto rattoppato, piante e aiuole nell’incuria generale, per non parlare di quell’"illuminazione dell’uno", come l’ha definita un residente, che sicuramente e ironicamente fa riferimento al 1901, non al vicino 2001.
Lungo il viale al posto dei moderni ed efficaci lampioni che fuori dal centro si vedono ormai ovunque, ci sono queste luci soffuse, appese a cavi volanti che danno un’atmosfera in realtà più da città che da grande arteria di passaggio e di lavoro quale è viale Cavour. E così l’annunciato intervento comunale (per cui sono stati erogati circa 300mila euro) trova dunque qui "terreno fertile", ovvero buche, dissesti vari, rammendi, un panorama insomma più da intervento strutturale che da manutenzione ordinaria. E "speriamo che riescano a dare anche un po’ di decoro e a sistemare le cose una volta per tutte, visto quanta (poca) attenzione ci viene rivolta!", dice uno dei diretti interessati trovato sulla strada. Se l’intervento riuscirà a soddisfare le attese non è ancora lecito saperlo, certo è che i due mesi di lavori annunciati per ora getteranno sicuramente viale Cavour "dalla padella alla brace", ovvero nel caos totale di divieti di sosta, transito, passaggi alternati, che, se anche a tratti, complicheranno non poco la vita di automobilisti e pedoni, per non parlare di quella dei residenti alle prese con inquinamento da polveri e acustico.
Due accenni per finire a due segnalazioni particolari: quella rotonda che immette in viale Cavour provenienti da nord è di difficile gestione, con diverse importanti strade che vi confluiscono, molto traffico da indirizzare e un esercizio commerciale molto frequentato che non avendo un suo parcheggio nè un’area sosta costringe alla fermata in mezzo alla strada stessa. E poi, se le pulizie in questo caso sono giudicate sufficienti, non altrettanto successo riscuote il servizio di trasporto pubblico: l’ultimo bus in passaggio per il centro è alle 22.30, forse troppo presto per una zona che vive anche di sera e che accoglie nei suoi parcheggi molti dei frequentatori della città, costringendoli dunque a fare qualche passo in più se non a prendere il taxi.
Paola Tommasoni
25/11/2011 - Siena
Ingegneri elettrici e/o periti elettrotecnici
Azienda Leader Nel Settore Elettromeccanico



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