"Rivogliamo la vecchia
corsa per Firenze"
"Ora arriviamo tutti in ritardo". La rabbia di studenti e lavoratori pendolari: lettera di protesta con 106 firme. "Siamo stati avvertiti solo tre giorni prima delle modifcihe"

Siena, 6 marzo 2010 - Le ragioni di un’azienda, il disagio dei cittadini. La freddezza dei bilanci da far quadrare, la frustrazione di studenti e lavoratori per un servizio ‘mutilato’. E’ una storia che si ripete e che questa volta ha come protagonisti da una parte il Train, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale, e dall’altra i cittadini di alcuni centri della nostra provincia. La ‘pietra dello scandalo’, le modifiche sulla linea 131, la Colle Val d’Elsa-Firenze.
In particolare la corsa Firenze Rapida, con partenza da Colle alle 6.50, è stata soppressa e sostituita con la corsa Firenze Diretta che parte sempre alla stessa ora ma con un aumento dei tempi di percorrenza stimabile intorno ai 20-25 minuti. Contemporaneamente è stata eliminata anche la corsa Firenze Diretta con partenza da Colle Val d’Elsa alle 7. La conseguenza: lavoratori e studenti pendolari infuriati e pronti allo ‘scontro frontale’ con l’azienda. Per ora si sono armati di foglio e penna ed hanno scritto un’accorata lettera a istituzioni e Train per far valere le loro ragioni: già 106 le firme raccolte.
E così sull’autobus della ‘discordia’ ci siamo saliti noi de La Nazione: in molti si lamentano delle notevoli difficoltà che hanno, da qualche settimana, a raggiungere la propria scuola o il proprio posto di lavoro in orario. Ciò a causa di un cambiamento difficile da accettare soprattutto per i tempi e i modi: senza consultare gli utenti-passeggeri, avvisati solo quando le modifiche erano ormai state attuate. Tra i passeggeri di ieri mattina, il signor Aldo Regoli, 53enne residente a Colle che ogni giorno, da ventinove anni a questa parte, si reca a Firenze dove lavora come tecnico di laboratorio presso la Facoltà di Architettura dell’Università: «Ciò che è accaduto è molto dannoso per noi passeggeri. Cominciamo dalla soppressione della Firenze Rapida delle 6.50: noi partiamo alla stessa ora ma arriviamo circa mezz’ora dopo.
Inoltre il numero dei pullman è rimasto lo stesso di prima, ovvero due, senza nessun risparmio economico per l’azienda. Uno di questi due pullman, poi, ha allungato ulteriormente i tempi di percorrenza dovendo aspettare alla stazione di Poggibonsi l’altro autobus proveniente da San Gimignano. Infine la partenza che non avviene più, come in precedenza, da Campostaggia bensì da Siena con un autobus in pratica vuoto fino a Colle. Questo particolare ce lo hanno confermato anche alcuni autisti». Ma non è tutto perché il Train ha pensato bene anche di sopprimere la corsa Firenze Diretta che partiva da Colle alle 7: «E’ inaccettabile – prosegue il signor Aldo – l’intervallo di tempo che intercorre tra il pullman 6.50 e quello successivo delle 7.30».
Stessi disagi per un’altra passeggera del 131, la signora Luciana Pini, bancaria Mps: «Bisogna tener conto anche che a Firenze sono cambiate le percorrenze interne. Io che ad esempio non ho una sede fissa dove recarmi al lavoro, se devo andare in un’agenzia del centro riesco ad arrivare più o meno in orario. Ma se devo andare in qualche altra sede dislocata più in periferia, non riesco proprio a raggiungerla per le 8.15 ma solo verso le 8.40. E facendo la cassiera è un disagio non da poco». La signora Luciana con noi ha avuto modo anche di lamentarsi del ‘trattamento’ ricevuto da parte di alcuni dipendenti del Train: «Proprio ieri ho chiamato l’Ufficio movimento dell’azienda e mi sono sentita rispondere, non so da chi, che loro non ascoltano le esigenze di 30-40 persone e che non deve essere una nostra preoccupazione se il Train ha deciso di risparmiare. Io gli ho fatto presente che se tutti noi avessimo deciso di non pagare più l’autobus né le multe per loro sarebbe stato un bel guaio ma dall’altra parte del telefono mi hanno risposto: ‘Voi fate quello che vi pare e noi facciamo come ci pare’».
Problemi di ‘comunicazione’ come evidenziato anche dal signor Aldo: «Le modifiche sono state attuate dal 15 febbraio e noi siamo stati avvertiti solo tre giorni prima con un volantino della Train che semplicemente ci comunicava come le cose, dal lunedì successivo, sarebbero cambiate. Loro non hanno tenuto conto delle nostre esigenze: solo il giorno 15 hanno mandato un dipendente a chiederci il nostro parere, ma a cambiamenti già avvenuti e senza che, peraltro, le nostre lamentele abbiano portato a qualche passo indietro. Essere pendolare è già abbastanza stressante ma se a questo si aggiunge l’incompetenza di alcune persone allora la situazione diventa insostenibile. Quelli della Train, e parlo dei dirigenti non di autisti e controllori, fanno le cose come se avessero delle macchine private e non come se gestissero un’azienda pubblica».
Francesco Ianniello
25/11/2011 - Siena
Ingegneri elettrici e/o periti elettrotecnici
Azienda Leader Nel Settore Elettromeccanico



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