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Corsi con pochi studenti
Le facoltà devono tagliarli

Cda, "sventato" il pre-pensionamento dei ricercatori. Scotte, via alla vendita

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Siena, 23 febbraio 2010 - La bufera sui conti, sull’adesione dell’Ateneo come socio a Confindustria (dietro cui si legge la trasformazione di Pontignano in struttura ricettiva che compra servizi) è rinviata al prossimo cda. Tre le notizie che hanno invece tenuto banco ieri nel consiglio di amministrazione. Primo: è iniziato in Regione l’iter amministrativo per la vendita delle Scotte. Secondo: i ricercatori e gli assistenti di ruolo, che avevano minacciato il ricorso alle vie legali in caso di rottamazione coatta, dovrebbero poter dormire sonni tranquilli. E’ stato assicurato che l’Università risolverà il rapporto di lavoro tenendo conto dei 40 anni di servizio effettivo e non di quello contributivo. L’hanno già stabilito Senato e cda nelle sedute del 6 e del 20 aprile 2009. Terzo: la relazione presentata dal presidente del nucleo di valutazione, professor Baccini, sull’offerta formativa, i corsi per intendersi, lancia un segnale importante. E allarmante.

 

Non vuole essere costretto a decidere di non attivare, a partire dal prossimo anno accademico, alcuni corsi. Devono essere infatti le facoltà a stabilire, con senso di responsabilità, quali conservare sulla base dei limiti imposti dalla legge per quanto riguarda il numero degli studenti, i requisiti di docenza e i dati della ricerca. Tradotto: o tagliano le facoltà (c’è molto da sfrondare e, in alcuni casi si sapeva già da un paio di anni) oppure sarà il Nucleo stesso ad intervenire di forbice andando inevitabilmente a toccare diversi "poderini" coltivati e stratificati, almeno in alcuni settori. Il cda dal canto suo ha dato al Nucleo di valutazione un input chiaro nell’andare avanti nei compiti che gli spettano per legge. Quanto al policlinico, è stato convitato di pietra anche nelle frenetiche riunioni pre-cda che hanno visto impegnati i membri nominati da Provincia, Comune, Banca e Camera di commercio, entrati in seduta non a caso solo alle 16 quando già qualcuno temeva che venisse meno il numero legale.

 

La risposta del Governo all’interrogazione dell’onorevole Franco Ceccuzzi sembrava aver irrigidito le vie di uscita dalla crisi. Servivano verifiche, per esempio sulla possibilità (confermata) che la Banca possa concedere un’eventuale anticipazione quando l’iter per la cessione delle Scotte sarà tecnicamente "maturo". Ieri mattina si sono incontrati in Regione Focardi, il direttore amministrativo Barretta e i vertici del policlinico decidendo "di presentare alla giunta, il 15 marzo, un protocollo che conterrà i dati sui tempi e i modi che porteranno al perfezionamento del passaggio di proprietà". Se l’Ateneo punta tutto sulla carta Scotte per sopravvivere, resta la cautela soprattutto sulla tempistica dell’operazione da far incastrare e quadrare con il Piano di risanamento. Fra le questioni che hanno scaldato la seduta anche quella del Regolamento degli incarichi di insegnamento.

 

Questi si negherebbero ai tecnici con qualificata produzione scientifica, secondo il collegio dei direttori di dipartimento. Ma c’è chi replica che resta invece tale possibilità per chi appartiene ad enti convenzionati. Per assurdo gli ospedalieri possono farlo e si creerebbero le solite disparità.

La. Valde.










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