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"L'aeroporto di Ampugnano tornerà a volare"

La presidente dello scalo: "la città ha perso 200 aziende, ha bisogno di collegamenti internazionali".  Nel 2008 sono stati 7mila i passeggeri. L'obiettivo dopo tre anni è arrivare a 100mila, quota massima 250mila. Programmati investimenti fino a 25 milioni di euro

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Siena, 25 luglio 2009 - "Se permettete, adesso parlo io. Ho dovuto ascoltare per mesi le contestazioni e le bugie dei comitati, i tentennamenti di amministratori locali, ho risposto alle richieste di Enac e ministeri. Ho voluto evitare di dare benzina al fuoco delle polemiche. Ma adesso è arrivato il momento di sgombrare il campo da tutto questo e parlare finalmente di futuro: del futuro dell’aeroporto di Ampugnano». Corinne Namblard ha il piglio di chi ha già combattuto, e vinto, battaglie per progetti infrastrutturali avversate da comitati. Oggi, oltre ad essere amministratore del Fondo Galaxy, è amministratore e presidente della società Aeroporto di Siena, che gestisce lo scalo di Ampugnano. Un aeroporto da 7mila passeggeri l’anno, adatto per far atterrare finora Falcon ed Executive, ma che è diventato un altro «casus belli» tra chi vorrebbe dargli un senso e chi invece vorrebbe chiuderlo definitivamente per non alterare sedicenti paradisi e non disturbare pisolini vip.

 

«Ampugnano è un aeroporto all’80% privato. C’è una governance, tocca all’amministratore gestire il progetto di sviluppo. E al presidente, che nomineremo presto, scegliere un personaggio che sia ambasciatore di Siena in Europa e nel mondo».
Mesi turbolenti, questi. Ha dovuto replicare anche alle domande dell’Enac sulla privatizzazione…
«Ho risposto personalmente ai quesiti che Enac e ministero dell’Economia avevano posto sulla gara. Attendiamo l’ultima conferma formale. Alla fine abbiamo ottenuto la certificazione per l’aeroporto, un via libera a investimenti per milioni di euro. E l’Enac ci ha fatto i complimenti per il lavoro che abbiamo fatto per ottenere la concessione ventennale dell’aeroporto».
Marce di protesta, manifesti con jumbo che atterravano sulla Montagnola, persino sit in a Londra, contro una Heathrow nel Chianti. Cosa volete fare di Ampugnano?
«C’è stata molta disinformazione sul progetto dell’aeroporto di Siena, con proteste folli. Noi avremo una pista lunga 1.500 metri. Sufficienti per un certo tipo di business. Siamo un aeroporto minore, resteremo sempre tale. Non saremo mai né Pisa, né Firenze. Vogliamo portare valore aggiunto al territorio, creare un nuovo cancello di ingresso per un turismo di qualità. E che a questo territorio serva qualcosa di nuovo lo dimostrano anche le cifre della Camera di Commercio. Il presidente Guasconi mi ha detto che Siena ha perso 200 imprese negli ultimi sei mesi».
Una nicchia di mercato.
«La parola ‘esclusivo’ va cancellata, noi puntiamo all’eccellenza. Utilizzare la storia di Siena e adeguare l’aeroporto a essa. Ci sono tante persone che lavorano con il mondo da decenni: le aziende del vino, la Novartis, il Monte dei Paschi, l’università. La mia idea è permettere alla gente che vive e lavora qui di spostarsi e raggiungere hub internazionali. Oltre a permettere a chi vuole venire nel senese di atterrare qui. Non vogliamo un aeroporto per ricchi, è un’etichetta stupida. Stiamo anche pensando a voli charter per la Sicilia o la Puglia per studenti universitari, in occasione delle feste».
Non è stato un errore sparare quei 400 mila passeggeri all’anno come obiettivo?
«E’ stato un disastro dal punto di vista comunicativo. Non è possibile raggiungere quella cifra. Con Enac abbiamo deciso di organizzare un convegno a Siena in autunno per spiegare l’importanza dei piccoli aeroporti. Noi vogliamo prima di tutto raggiungere quota 100 mila passeggeri. E poi, quando il piano di sviluppo sarà a regime, sarà possibile avere tra anni come quota massima 250mila».
Quanti milioni di euro servono?
«Un aeroporto non è solo volumi di traffico o soldi. Dà la possibilità di avere rendite per altri servizi. Spostarsi velocemente, un’aerostazione da ristrutturare rispettando i volumi urbanistici, attività commerciali che nasceranno intorno. Abbiamo programmato, come società, investimenti fino a 25 milioni di euro».

 

Accordi con altri aeroporti?
«L’idea di un sistema toscano di aeroporti è giustissima. Noi siamo un tassello di questo sistema e abbiamo anche pensato, con Grosseto, di innescare sinergie per far atterrare in Maremma i cargo per le merci».
E’ pronta a rispondere a nuove proteste del comitato?
«Abbiamo preparato studi sul rumore, e rientra tutto abbondantemente nei limiti. Abbiamo contestato le cattive informazioni sui rischi per l’acqua. Tutte ricerche che saranno pubblicate sul sito dell’aeroporto. Con le amministrazioni locali, Sovicille soprattutto, prepareremo progetti condivisi. Faremo tutto in regola. Ma se c’è una cosa che non ho ancora capito: perché nessuno ha mai protestato per le decine di milioni di euro spese per Ampugnano in questi anni, senza avere nulla».

Pino di Blasio










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LA FOTO DEL GIORNO

Viola al cantiere (Foto omaggio)

Cantata per bambini
morti di mafia

Lunedì 27 arriva Luciano Violante con la sua “Cantata per bambini morti di mafia”. L’ex presidente della Camera, tornato in questi giorni sulle prime pagine per la sue memorie antimafia, sarà protagonista presso la Sala Gattavecchi di un’inedita esibizione: reciterà un testo scritto di suo pugno e musicato dal compositore contemporaneo Cifariello Ciardi; l’esecuzione dell’accompagnamento musicale è affidata all’Ensemble Algoritmo, diretto da Marco Angius

(Foto omaggio)