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LE POLEMICHE DEL DOPO PALIO

Bisogna accorciare i tempi di mossa
I capitani perplessi dalla gestione

Tripudio e polemiche: mentre la Tartuca porta la felicità nelle starde della città in furia la polemica. Sotot accusa la lunghezza della mossa e l'operato di Guglielmi. Il sindaco Cenni lo promuove ma non mancano le preplessità sui tempi del via, soprattutto da parte di alcune contrade

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Siena, 4 luglio 2009 - "Una mossa complicata», definisce il sindaco Maurizio Cenni l’11° abbassamento di Giorgio Guglielmi di Vulci. «A volte il metodo di lasciare aggiustare le cose dentro il canape non è sempre quello più adatto, forse, ma è venuta fuori una buona partenza. Una mossa alla Gugliemi», sentenzia. Promosso dunque il marchese anche se non mancano le perplessità sui tempi del via. Soprattutto da parte di alcune Contrade.

 

«Una mossa lunga come quella di giovedì non è possibile, — dice Nello Cancelli dell’Onda —, noi siamo stati sicuramente penalizzati perché Insomma ha preso un calcio. Gugliemi non mi è apiaciuto molto, bisogna trovare il modo per accorciare i tempi. Bisogna che sia un po’ più di polso, anche se comprendo la difficoltà del suo ruolo». «La mossa è stata veramente troppo lunga — conferma il capitano dell’Oca Marco Bartali — vediamo di confrontarsi con gli altri capitani per vedere di tagliare un po’ i tempi. Per dare un giudizio è ancora troppo presto abbiamo ancora negli occhi il Palio. Ne riparleremo con gli altri e cercheremo di mettere a fuoco i problemi che devono essere superati». «Riconosco che qualche meccanismo non ha funzionato perché la mossa è stata veramente lunghissima, la rincorsa non entrava mai. D’altro canto — osserva il capitano panterino Paolo Giannini — mi sento di parlare anche in favore del mossiere per quanto concerne la posizione che ha sempre cercato di far mantenere. Qualcosa certo non ha funzionato e ne dovremo riparlare in futuro tra addetti ai lavori per cercare di risolvere il problema».

 

«Sempre difficile formulare un giudizio, non lo esprimo mai su chi sta sul verrocchio. Mi formo delle idee e poi ne parlo nelle sedi opportune — aggiunge Andrea Franchi dell’Istrice —; la nostra accoppiata per esempio aveva le due rivali una a destra e l’altra a sinistra, sopra la Lupa che spingeva in basso perché eravamo di sotto. Il Drago ha deciso così, aspettando molto per la rincorsa. Sono scelte loro, ne prendiamo atto». «La mossa annullata sembrava identica a quella buona e il Drago era nella prima parecchio avanti — sostiene Mario Toti — tuttavia bisogna smettere di dare sempre la colpa a qualcuno. Promosso? Sì, va bene così... C’era un capitano, nella mia precedente esperienza nel ruolo, che voleva addirittura introdurre il tempo nel Palio».

 

«Ritengo che ci sia stata una ricerca esasperata di perfezionismo. Credo che nella mentalità del mossiere ci fosse l’idea di non sacrificare alcuna Contrada — spiega il capitano del Valdimontone Franco Morandi — tanto è vero che nei due annullamenti c’erano una volta la Chiocciola e l’altra l’Onda rimaste al canape. La fase della partenza non la puoi regolamentare al 100%. D’accordo a riparlare del mossiere tuttavia quello che pensavo ieri lo penso anche oggi di Guglielmi. Fino a ieri era bravo, oggi è diventato la pietra dello scandalo.... non va bene così. Forse può aver sbagliato nel tentare di dare a tutti l’opportunità di andare via. Forse gli era anche stato chiesto questo. Possibile che ora tutto insieme la colpa sia sua? Se avesse convalidato la mossa con la Contrada girata cosa avrebbe poi detto quest’ultima?»

 

"La gestione di un’ora e mezzo è complicata per tutti. Ognuno di noi vede le cose che interessano, è portato ad accentuare le magagne senza forse avere la mente sgombra da pregiudizi comprendendo le difficoltà del verrocchio. E’ vero, Gugliemi avrebbe anche potuto essere un pochino più di polso nel richiamare l’allineamento ma è capitato anche in passato», conclude il capitano della Lupa Marco Giannini.

La. Valde. e Ca.Fe.










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