Darjus approderà al Real Madrid di Messina. Le trattative: prosegue il tentativo del rinnovo per Kaukenas. Domercant è troppo caro. Sondaggi: si cerca un play italiano ma la pista Vitali si sta raffreddando
Siena, 26 giugno 2009 - Il Lavrinovic-bis non si farà. Perché ieri pomeriggio è rimbalzata la notizia di un avvistamento di Darjus a Madrid. Gita di piacere? Assolutamente no. Semmai toccata e fuga per le visite mediche, ovviamente con il Real. Quindi se Darjus sta bene giocherà per Messina, se non sta bene di certo non giocherà per Pianigiani. Ma non è il settore dei lunghi il centro del mercato bianco verde.
Minucci sta infatti lavorando soprattutto sul reparto esterni. Il tentativo di rinnovare il contratto a Kaukenas è sempre in corso anche se ci vorrà un miracolo da parte del dg bianco verde. Poi c’è da capire il futuro di Domercant che ha il vantaggio di essere comunitario ma lo svantaggio di avere un costo troppo alto se rapportato alla stagione disputata. Quindi Finley, che sarà mandato in prestito, e la ricerca di un play italiano (si sta raffreddando la pista Vitali) o al massimo comunitario.
Intanto dalla Russia arrivano continui segnali di un imminente terremoto. Il Cska ha affidato la squadra a Pashutin, vice lo scorso anno di Messina, confermando l’intenzione di un ridimensionamento del budget che, per quanto comunque ingente (si parla di 25-30 milioni invece di 50), subirà un taglio importante. Molto peggio se la sta passando l’Ural Great Perm che rischia addirittura di sparire se entro il primo luglio non verserà la tassa di iscrizione al campionato russo, la Superliga. E quando i tifosi iniziano a fare raccolta fondi vuol dire che la situazione è davvero drammatica.
Poi la Dinamo Mosca. Milano sta trattando Travis Hansen perché il club non è più in grado di onorare il suo contratto. La stessa cosa, come abbiamo detto, vale per Darjus Lavrinovic che avrà pensato: "A Madrid, oltre che il caldo, ci trovo anche un bel gruzzolo di euro". Lo stesso ragionamento che deve aver fatto Eliyahu, passato dal Maccabi al Tau. D’altronde le squadre spagnole possono lavorare in un regime fiscale estremamente vantaggioso. Tornando alla Russia, però, viene da pensare che le regole protezionistiche (3 russi in campo contemporaneamente) che hanno costretto i club a creare due squadre - una per il campionato, una per l’Europa – abbiano gravato in modo determinante sulle casse dei club stessi. Qualcosa di simile è stato detto recentemente anche in Italia, o no?
Federico Cappelli
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