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Si rompe un tubo alle Scotte
Allagati tre piani dell'ospedale

Qualcuno lo definisce un mini-tsunami stante la portata dell’acqua. Tre i piani interessati dall’allagamento avvenuto nell'ospedale alle Scotte. I disagi maggiori li hanno accusati fra il II e III lotto, dove ha ceduto la condotta del riscaldamento

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Ospedale Siena, 26 novembre 2008 - "Non ho sentito alcun rumore però, ad un certo punto, è stato un via vai continuo di operatori sanitari. Si sono messi gli stivali alti e ho capito che era entrata l’acqua", racconta un utente davanti all’ingresso dell’ambulatorio di Nefrologia al secondo lotto, secondo piano. E’ questo uno dei reparti, insieme a Malattie infettive, dove le conseguenze della rottura di un grosso tubo dell’impianto di riscaldamento ha animato ieri la mattinata di personale e pazienti. "Lì dentro sembrava di stare alle Terme - spiega un’altra persona - perché è uscita acqua calda. I vetri sono ancora appannati". Qualcuno lo definisce un mini-tsunami stante la portata dell’acqua. Tre i piani interessati dall’allagamento avvenuto alle 11,45 anche se i disagi maggiori li hanno accusati fra il II e III lotto, dove la condotta ha ceduto. L’onda d’acqua è entrata nel corridoio degli ambulatori di Nefrologia dove ci sono i pazienti dializzati. Gli infermieri sono stati bravissimi perché hanno indossato gli stivaloni dei vigili del fuoco che hanno in dotazione nel caso di incendi andando in aiuto degli utenti (una ventina in quel momento) che avevano fortunatamente quasi terminato il trattamento. L’hanno interrotto un quarto d’ora prima del previsto e il turno delle 14 ha svolto la dialisi regolarmente.

 

Bastava guardare le caviglie degli infermieri ieri per capire dove arrivava l’acqua: avevano tutti i calzoni arrotolati. Quanto a Malattie infettive, non è stato necessario spostare i pazienti ricoverati (avrebbe oltretutto rappresentato un problema logistico stante anche la delicatezza di alcune patologie) : l’acqua che è entrata in alcune stanze è stata aspirata e mandata via da ben 11 addetti della ditta di pulizie Colser. Sempre loro sono entrati in azione anche al primo piano del secondo lotto, quello dove si trovano le aule. "Quando è venuta giù l’acqua eravamo qui per Mostra missionaria, ci siamo limitati a spostare alcuni banchi di esposizione più avanti", spiega una volontaria. Il tratto dove nel soffitto occhieggiavano ieri mattina i tubi (l’acqua, ovviamente, è stata subito chiusa per impedire ulteriori allagamenti) è quello davanti alle macchinette che erogano snack e bevande. Fra l’aula 9 e il segmento del corridoio che porta verso la biblioteca al centro didattico. C’erano ancora diversi centimetri d’acqua poco dopo mezzogiorno da spazzare via a colpi di ramazza. E’ stato lo stesso ospedale in una nota a confermare più tardi che la rottura è avvenuta al secondo piano ma il 'torrentello' si è diffuso anche 'nei due sottostanti' dove sono intervenuti i tecnici del dipartimento manutenzione, coordinati dall’ingegner Mario Pierattini, unitamente agli esperti della direzione sanitaria.

Laura Valdesi










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