Nonostante i venti di crisi, crescono le erogazioni dell'ente: "Basta con i fondi inutilizzati" - avvisa Mancini, presidente della Fondazione Monte dei Paschi e continua - "Linea dura contro chi ottiene i nostri fondi, ma poi non li spende"
Siena, 8 novembre 2008 - Una spinta forte e, soprattutto concreta, all’economia in un momento di difficoltà. La Fondazione Monte dei Paschi avverte di striscio i venti della crisi e stabilisce un nuovo record per le erogazioni: 233 milioni di euro, 23 in più del 2007, di cui 46 a progetti propri e il resto a quelli di terzi (elenco completo da pagina XIX a pagina XXX).
Il presidente Gabriello Mancini ha illustrato ieri mattina il quadro delle erogazioni, assieme al vice presidente Luca Bonechi e al direttore generale, Marco Parlangeli. Delle linee generali che hanno condotto l’ente a premiare 1.345 progetti su 3.511 domande presentate, potete leggere nel fascicolo nazionale. Ma non si è parlato solo di questo ieri mattina a Palazzo Sansedoni. Mancini ha anzitutto voluto chiarire alcune priorità della Fondazione: "Abbiamo deciso di avere prudenza e di accantonare 38 milioni di euro al Fondo di stabilizzazione delle erogazioni, ma abbiamo mostrato anche grande attenzione alle esigenze del territorio premiando i progetti capaci, in modo diretto o indiretto, di influire sullo sviluppo locale. Un nostro punto fermo - ha aggiunto Mancini - resta e resterà il recupero delle somme non utilizzate. Quest’anno abbiamo già avuto indietro nove milioni non spesi. Qualcuno dice che siamo burocrati, ma non vogliamo più vedere fondi concessi che poi restano in qualche cassetto".
D’altronde, la massima parte delle erogazioni vanno a supporto dello sviluppo e delle infrastrutture (64 milioni di euro), perciò sarebbe una doppia beffa se non avessero una ricaduta per Siena e la sua provincia. Seguono la scuola (17 milioni), la sanità (6,3 milioni), il volontariato (3,4 milioni). Decisivo anche lo sforzo per il welfare (31 milioni), la cooperazione internazionale (3,5 milioni) e la casa (5,5 milioni). Cresce anche la quota di erogazioni per progetti propri perché, come dice Mancini, "non vogliomo stare a guardare, ma essere noi i protagonisti dello sviluppo".
Inevitabile, infine, una battuta sul primo agosto, data in cui scade il mandato della Fondazione. "E’ Sant’Alfonso - sorride Mancini - e in quel giorno rimetteremo il nostro mandato, poi le istituzioni faranno le loro scelte. Per i consuntivi e i bilanci, però, c’è tempo: quelli saranno fatti a tempo debito".
Francesco Meucci
Giorgio Albertazzi sarà in scena con il suo 'Diario di Adriano' mercoledì 12 novembre alle 21 al Teatro dei Rozzi. Per celebrare i venti anni di repliche e di teatri esauriti dello storico spettacolo diretto da Maurizio Scaparro, l'attore unirà il percorso teatrale delle 'Memorie di Adriano' con i suoi ricordi dell'imperatore romano. L'evento si svolge all'interno della rassegna culturale 'Alla ricerca del Buon Governo, virtù politiche e bene comune'