Dopo il sit-in in catene davanti alla scultura, salta l’incontro col sindaco e Ceroli va in tribunale. Tutto sembra che sia iniziato nel 1980. Costruito da Ceroli, l’enorme cavallo di sei metri di altezza, interamente in bronzo, finì, non è chiaro come, in una fonderia di Pistoia dove iniziò un contenzioso con il maestro
Siena, 24 ottobre 2008 - Peccato perché il Palio dipinto da Mario Ceroli è davvero un bel Palio. Peccato perché al di fuori di Siena quello che alla fine resterà, sarà ben altro. Il servizio trasmesso ieri dalla Rai durante il telegiornale delle 13 - una grande opera equestre di Ceroli è posta proprio a Saxa Rubra - ha mostrato lo scultore illuminato nella notte, incatenato alla sua imponente opera dal titolo “Corri, corri…John”, pronto a passare una notte di protesta, accanto al suo enorme cavallo di bronzo, invocando Siena di restituirgli la sua opera. Notte trascorsa poi, del resto, all’interno della sua vettura. Una storia un po’ confusa, per la verità e che, se ascoltata superficialmente, rischia di mettere Siena e le istituzioni senesi in pessima luce. Avvocati, tribunali, disposizioni di sequestro cautelativo, una giornata vorticosa, quella di ieri, fatta di appuntamenti mancati con il sindaco, e non è la prima volta. L’appuntamento era per le 12 e il sindaco c’era, ma Ceroli era ancora in tribunale (che ha accolto la sua richiesta, restituendogli la scultura) e l’appuntamento è saltato. La storia, del resto, non inizia per niente con la mostra organizzata nell’estate da Vernice, società che cura gli eventi della Fondazione Monte dei Paschi. Nessuna avvisaglia del contenzioso preesistente fra Ceroli e la società pistoiese Mirabili Srl, legata a Formitalia Spa. La Fondazione, tramite Vernice, ha firmato un contratto regolare di cessione dell’opera per il periodo di durata della mostra “Forme in movimento” curata da Achille Bonito Oliva e da Omar Calabrese e di riconsegna ad evento avvenuto.
Tutto sembra che sia iniziato nel 1980. Costruito da Ceroli, l’enorme cavallo di sei metri di altezza, interamente in bronzo, finì, non è chiaro come, in una fonderia di Pistoia dove iniziò un contenzioso con il maestro. Non riuscendo a rientrare in possesso di “Corri, corri…Jhon”, Ceroli chiese aiuto ad una società con la quale collaborava, Mirabili Srl, per recuperare la scultura, promettendo una percentuale sulla sua vendita futura, nel caso fossero riusciti a recuperare l’opera. Poi tutto è meno chiaro, certo è che non si tratta di una piccola scultura che vai a riprenderti direttamente, servono mezzi speciali e operazioni complesse. E non è la prima volta che viene esposta, lo scorso anno è stata addirittura inviata in rappresentanza dell’Italia in Katar, in occasione di una visita del Presidente Napolitano. Perché proprio adesso Ceroli vuole che non venga riconsegnata alla società con la quale è stato firmato un regolare contratto? Dopo il Palio di agosto sono circolate tante voci, fra cui quella di tenerla per sempre, comprando il grande cavallo e lasciandolo in piazza San Domenico. Sembra però che siano stati richiesti due milioni di euro. Forse un tentativo di forzare la mano per un eventuale acquisto?Peccato perché il suo cavallo è straordinario, il Palio che ha dipinto è davvero bello ed è andato ad arricchire il museo del Bruco di una firma quotata a livello internazionale, ma tutta questa storia è davvero incomprensibile e complicata.
Elena Conti
Aperte le iscrizioni per l'asilo comunale. Vi possono accedere anche i bambini nati nel 2006, '07 e 2008. Le domande dovranno pervenire entro il 20 novembre all'ufficio relazioni con il pubblico