Martinelli ha spiegato che "ci sono nrlla gestione finanziaria vecchi debiti strutturati (il mutuo ventennale per oltre 10 milioni a esercizio, il debito rateizzato con l’Indpap che inizialmente ammontava a circa 80 milioni). Mentre i debiti correnti sommariamente consistono: 20 milioni di scoperto bancario che presumibilmente salirà a 35 per garantire gli stipendi fino alla fine dell’anno"
Firenze, 4 ottobre 2008 - Un corpo docente e non docente che cresce anno dopo anno, mentre il numero degli studenti, specializzandi e dottorandi diminuisce in modo inesorabile . Fosse un’azienda, sarebbe come se a fronte di un calo degli ordinativi e della produzione si continuasse a fare assunzioni di nuovo personale. Ma siccome non parliamo di un’azienda, bensì dell’Università di Siena, allora si capisce bene perché l’ente pubblico è alle prese con una crisi finanziaria ed economica di proporzioni "epiche".
L’allarme è stato lanciato da settimane, eppure non passa giorno che il mosaico del "buco" di bilancio dell’ateneo non si arrichisca di nuovi elementi e cifre. Ieri sono stati in due a snocciolare i numeri: prima il rettore, in mattinata nel corso di un’assemblea alla facoltà di Ingegneria (di cui si legge qui a sinistra), nel pomeriggio ci ha pensato Enzo Martinelli, membro del collegio dei revisori dei conti, a fornire la sua versione dei fatti.
Vediamola. Martinelli prende in esame i dati degli ultimi cinque anni dai quali — come si vede anche dalla tabella qui sopra — emerge il vistoso aumento del personale docente e non docente (rispettivamente 25,81 e 20,05 per cento) rispetto al calo di studenti (meno 15,52), specializzandi e dottorandi (meno 14,40). Con il risultato che il fondo consolidato — cioè gli stanziamenti governativi — andava sì aumentando, ma non in modo direttamente proporzionale alla spesa per il personale. Se nel 2003 la differenza era di oltre 16 milioni di euro, nel 2007 è arrivata a quasi cinquanta milioni.
Martinelli, poi, si arma dai carta e penna e descrive a modo suo la situazione. "Poiché tutti invocano chiarezza — dice — ritengo opportuno evidenziare alcune cifre per permettere all’opinione pubblica di valutare la situazione. Primo — spiega Martinelli — il differenziale fra il fondo di finanziamento ordinario e la spesa del personale, da anni, coinvolge tutti gli atenei e provoca la loro crisi finanziaria. Dove più, dove meno. Secondo, a fronte degli elementi tratti dai suddetti dati, ebbi forti dubbi sull’attendibilità dell’avanzo di amministrazione di oltre 5 milioni di euro presentato nel conto consuntivo 2007 (maggio 2008). Discussi a lungo nel collegio con il responsabile dell’ufficio contabile e mi fu espressamente detto che, se avessi continuanto a mettere in dubbio le cifre riportate nel conto e nella relazione del rettore che lo accompagnava, sarei stato querelato. Non avendo al momento specifici elementi per supportare le mie convinzioni tacqui".
Dalle parole di Martinelli emerge chiaramente come già a primavera i nervi in ateneo fossero abbastanza a fior di pelle: arrivare a minacciare chi i conti è pagato per controllarli è un atteggiamento gravissimo e che denota tutte le difficoltà che di lì a poco si sarebbero palesate.
Ma torniamo alle parole del revisore dei conti: "Nella successiva verifica trimestrale di cassa del 14 luglio 2008, il collegio dei revisori riscontrò che gli oltre 15 milioni di euro, che costituivano lo scoperto di cassa al 31 dicembre 2007, non erano stati contabilizzati fra le uscite del conto consuntivo 2007. Il conto, anzichè in avanzo, doveva registrare un disavanzo di oltre 20 milioni, tenuto conto dei dieci del disavanzo 2006. E’ da quella verifica che si sono innescate le tristi, ma salutari, vicende attuali".
Martinelli poi affronta un’altra questione: "Nel verbale del collegio dei revisori del 3 marzo è stato dato atto che tutti i contribuiti erariali, assistenziali e previdenziali erano stato pagati per i mesi di dicembre 2007 e gennaio 2008. Né il responsabile contabile, né quello amministrativo hanno evidenziato al collegio che per alcuni mesi precedenti i contributi Inpdap non era stati versati per indisponibilità di cassa: ne siamo venuti a conoscenza solo il 29 settembre corso. A proposito — aggiunge ancora Martinelli — della consistenza dei residui attivi e passivi, va previsato che un’apposita società di revisione, incaricata dal rettore, ha certificato il conto consuntivo 2006 e dunque anche i residui. L’elenco del loro riaccertamento, con l’integrazione dei residui maturati nel 2007, non prodotto col conto consuntivo, fu richiesto dal collegio con lettera il 15 luglio ed è stato consegnato solo il 29 settembre".
Martinelli conclude ricordando come "ci sono nella gestione finanziaria vecchi debiti strutturati (il mutuo ventennale per oltre 10 milioni a esercizio, il debito rateizzato con l’Indpap che inizialmente ammontava a circa 80 milioni). Mentre i debiti correnti sommariamente consistono: 20 milioni di scoperto bancario che presumibilmente salirà a 35 per garantire gli stipendi fino alla fine dell’anno, 37 milioni di contribuiti Indpad non versati nel 2007, circa 10 milioni per fatture a oggi non pagate. Nel bilancio di competenza potrebbe riservare sorprese l’accertamento dei residui. Ma nel conto metterei anche gli impegni futuri. Con il fondo ordinario, che non supererà i 120 milioni, sarà difficile pagare gli stipendi che nel 2009 saranno 165-170 milioni".
Fra.Me.
Notte folle del Bruco, che ha trasformato il rione in un profumato caleidoscopio di atmosfere orientali. Un sovrapporsi di etnie, colorato e divertentissimo che, tra kebab e incensi aromatici apriva la via della seta verso il cuore del rione più tradizionale