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LA FRENATA DELL'ECONOMIA

La preoccupazione degli industriali
Borri: "Sarà un autunno rigido"

"Il terzo trimestre si annuncia peggio del secondo, ci saranno difficoltà per tutto il 2009". E' l'allarme di Luigi Borri, 44 anni, presidente degli industriali senesi. All'orizzonte mesi difficili anche per uno dei segmenti più importanti del comprensorio senese, quello del camper

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Un operaio di un'industria tessile Siena, 24 agosto 2008 - I dati sono inequivocabili: si prospetta un autunno rigido per le imprese senesi. Il presidente dell’associazione industriali della provincia di Siena, Luigi Borri, residente dell’associazione industriali della provincia di Siena, interviene sull’andamento del terzo trimestre della nostra economia. Al presidente chiediamo quali sono le previsioni economiche per il prossimo autunno.

 

"La frenata economica - dice Borri - è arrivata puntualmente a maggio ed è tutt’ora in atto. Purtroppo, poi, è prevista una stagnazione che perdurerà per buona parte del prossimo anno. Secondo gli ultimi dati di luglio del centro studi Confindustria, l’indice pmi manifatturiero è ai minimi da oltre un decennio: 46,9 in giugno (48 in maggio), in territorio recessivo da quattro mesi. Restano in calo anche i servizi: indice pmi a 48,5 in giugno e 48,1 in maggio. La nuova riduzione della fiducia delle imprese manifatturiere a giugno indica forte debolezza dell’attività produttiva anche nel terzo trimestre, confermato nella nostra Provincia dall’andamento negativo del settore dei veicoli ricreativi".

 

"Mentre le nostre aziende siderurgiche - aggiunge ancora il presidente degli industriali - il secondo polo del centro Italia dopo quello di Brescia, risentono dell’aumento dei prezzi delle materie prime. Nelle prime tre settimane di luglio i prezzi in euro delle materie prime sono saliti ancora del 4,1 per cento su giugno (indice Csa)".

 

Dalle parole di Borri è chiaro come si profili un’attività industriale debole anche nel terzo trimestre dopo il calo che nel secondo è stato dello 0,4 per cento. Inevitabile, chiedere al presidente quale potrebbe essere la ricetta per uscire dalla crisi. "Ormai dall’inizio dell’anno - dice Borri - illustri esperti di economia si stanno confrontando sulle possibili risposte a questa domanda. Ognuno dice la sua. Purtroppo poi, dopo tante elucubrazioni, in prima linea ci sono gli imprenditori, che a loro volta devono rendere conto delle proprie decisioni ai propri dipendenti e alle loro famiglie. E questa legge non è diversa per il nostro territorio. Di conseguenza ho una unica ricetta: lavorare e darsi da fare".

 

Il Presidente, poi, si rivolge anche al mondo istituzionale che in un momento come questo è chiamato a fare la sua parte. "Chiedo inoltre alle istituzioni - spiega Borri -di accellerare i tempi della burocrazia e di mettere in atto ciò che è stato concertato, come ad esempio il completamento del progetto di filiera del settore del camper. Proprio a questo proposito grandi aziende continuano a voler investire nel nostro territorio: hanno però bisogno di infrastrutture, dello scambio merci su gommarotaia della Zambra, del potenziamento della Ss 429. E di infrastrutture hanno bisogno tutte le nostre aziende, di tutti i comparti. Occorre investire in un solo grosso progetto di sistema, legato ad un settore specifico, ad esempio quello delle energie alternative, che abbia alto valore aggiunto e sia conseguente al metalmeccanico. Per non disperdere le forze. Da parte nostra - conclude il presidente degli industriali senesi - puntiamo alla qualità e alla ricerca, anche se purtroppo non da poco tempo le richieste del mondo del lavoro poco collimano con la preparazione dei laureati".










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