Dopo una 'mossa' difficile corsa spettacolare: partono in testa il Drago e l'Oca. Poi 'Gingillo' su Elisir Logudoro con un grande recupero vince nettamente. Notte di festeggiamenti nella contrada giallo-verde
Siena, 17 agosto 2008 - Tre false partenze, una mossa infinita ed esasperante come un film di Wim Venders, alla fine, dopo tre giri senza prendere fiato, a piombare per primo sul bandierino è stato il Bruco, consentendo così a uno dei suoi contradaioli più noti, ovvero il centravanti Bernardo Corradi, di strappare con le proprie mani il drappellone dal palco dei capitani. E’ stato un Palio vinto con la prepotenza dei forti, quello di Giuseppe Zedde detto Gingillo, senese di 28 anni alla sua prima vittoria in Piazza. Partito settimo ai canapi, con Elisir Logudoro, un baio di 8 anni, ha rimontato posizioni su posizioni con tenacia. Ha sfilato dall’interno la Torre. Poi, all’ultimo San Martino, il capolavoro, quando ha sfilato ancora dall’interno l’Oca, che fino a quel punto sembrava avere il Palio in mano. Invece, niente da fare per l’'infamona'. Un Palio bellissimo che è vissuto all’inizio sullo spunto di Jonatan Bartoletti detto Scompiglio. Partito di rincorsa, il fantino del Drago era infatti riuscito con un primo giro strepitoso a conquistare la testa della carriera. Ma un errore al primo Casato lo ha fatto cadere. Attimi di terrore in piazza, con i cavalli che lo hanno calpestato più volte. Lasciandolo però illeso. Un Palio comunque maledetto per lui. Ma non solo.
Questo dell’Assunta versione 2008 era stato già nei suoi caratteri un Palio 'maledetto', con un vigilia tumultuosa e piena di veleni. Intanto il tempo. O meglio: il maltempo. Non accadeva da anni che la pioggia turbasse così la vigilia. Il forte temporale di Ferragosto non solo non aveva consentito la tradizionale messa del fantino in piazza del Campo (tutti nella mini cappella del Comune per ripararsi dall’acqua) ma, per la prima volta dal dopoguerra, aveva fatto saltare sia la prova generale di venerdì sera sia la 'provaccia' di ieri mattina. Un avvenimento davvero raro che si era accompagnato ad altre decisioni insolite. Come quella presa ieri mattina dalla Selva.
La contrada aveva infatti deciso nei giorni scorsi di affidare il suo cavallo a una vecchia conoscenza del tufo, ovvero al fantino Antonio Villella detto Sgaibarre che nel luglio del 2003 aveva portato i colori arancio-verdi alla vittoria. Una scelta che sembrava un segno di continuità e di affidabilità. Invece ieri mattina, a sorpresa, i contradaioli della Selva sono venuti a sapere che la dirigenza aveva deciso di cambiare fantino, preferendogli un esordiente come Ygor Argomenni detto Smarrancio. Caos in contrada, sgomento e polemiche. Perché questo cambio in corsa? C’è chi dice che i dirigenti non si fidassero più del comportamento in piazza di Sgaibarre, chi indica motivi tecnici, chi scelte scaramantiche (nel 2006 la Selva vinse il Palio dopo una decisione analoga). Tant’è: beneficiato dalla scelta, è stato dunque Ygor Argomenni che ha esordito sul tufo inaspettatamente. Il suo nome d’arte, Smarrancio, significa un colpo di biliardo tirato alla cieca che scompagina la partita. Lui ha provato a dargli un senso, ma alla fine la sua è stata una corsa anonima. Bocciato.
In fondo non è andata bene neppure all’altra scelta insolita che aveva scatenato un’altra polemica alla vigilia nelle strade della Pantera. Qui, a finire nel mirino era stato il capitano Andrea Mori Pometti. Contro la volontà di tutti, aveva infatti deciso di far montare l’esordiente Istriceddu a un fantino di lungo corso come Valter Pusceddu detto Bighino. Il quale, oltre al lungo corso, aveva un’altra caratteristica non proprio apprezzatissima dai senesi. Ovvero: in 16 palii corsi non ne aveva mai vinto uno. Anche qui polemiche su polemiche. Con Mori Pometti che si dimetteva dall’incarico e poi ritirava le dimissioni a prezzo della conferma di Bighino. Ieri Bighino ha dunque corso il suo 17esimo palio. Perdente. Adesso è a un passo dal record di Piercamillo Pinelli detto Spillo, che resta nel guinness senese per aver corso il Palio per 18 volte senza mai vincerlo.
Una carriera dunque sconvolgente e aspra quella di ieri. Amara alla fine anche per i proprietari delle finestre e dei palchi che guardano sulla Piazza. Complice anche la crisi economica, questi hanno avuto qualche difficoltà in più a vendere i posti (comunque carissimi: le finestre più prestigiose costavano fino a mille euro, quelle medie fino a 500 e quelle normali fino a 300). Così alla fine hanno dovuto fare una specie di autoriduzione e, rispetto allo scorso anno, le tariffe sono calate in media di 50-80 euro.
Riassumendo: la pioggia, le prove saltate, i fantini cambiati all’ultimo tuffo, gli incassi diminuiti, perfino un cavallo dei carabinieri, Finezza, che cadeva durante l’esibizione del reggimento ("L’animale comunque usciva fra gli applausi del pubblico". Cifr: comunicato stampa degli stessi CC). Un Palio sfortunato. Frutto solo del caso? Chissà. Qui a Siena i contradaioli son convinti che la scaramanzia sia una scienza che si avvicina all’esattezza. Fra le varie superstizioni alle quali guardano, c’è anche quella che dice di stare alla larga dal Palio delle contrade verdi, ovvero dal Palio che vede correre contemporaneamente le quattro contrade che hanno il verde nei loro colori: Oca, Selva, Drago e Bruco. Oh: ieri tutte e quattro erano in piazza a contendersi il Palio. E se sulla scaramanzia avessero ragione i senesi? Mah!
Stefano Cecchi
Al Teatro dei Leggieri sono in programma 8 serate musicali durante tutti i fine settimana a partire dal 6 settembre. L'apertura è affidata all'ensemble 'Trictilla' che eseguirà brani del XVII secolo. Prezzo del biglietto 12 euro