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ACCUSE ALL'EX DATORE DI LAVORO

"Ha fatto vedere agli amici
le mie immagini intime"

"Aveva nascosto una telecamera e mi aveva filmato perché portavo il perizoma. Quelle immagini le ha poi fatte vedere a tante persone". E’ solo un passaggio della lunga deposizione di una splendida ragazza marocchina che ha denunciato il suo ex datore di lavoro per violenza sessuale

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Violenza sulle donne Siena, 18 giugno 2008 - Aveva nascosto una telecamera e mi aveva filmato perché portavo il perizoma. Quelle immagini le ha poi fatte vedere a tante persone". E’ solo un passaggio della lunga deposizione di una splendida ragazza marocchina che ha denunciato il suo ex datore di lavoro per violenza sessuale. E’ stato questo uno dei due processi portati ieri mattina all’attenzione dei giudici del tribunale. Due dibattimenti su differenti episodi (uno sarebbe accaduto in un locale a Siena nel 2004 e l’altro nel 2003 all’interno di un’auto in un bosco vicino a Staggia) che hanno in comune solo lo stesso reato.

 


"Più volte mi ha toccato il sedere e i mi infilava penne e cannucce nel seno", ha aggiunto la ragazza, che si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Vincenzo Cesarini.
La giovane ha ricordato anche che negli ultimi tempi lui la trattava male e spesso questo accadeva quando c’erano i clienti. Subito dopo è stata la volta della sorella della presunta parte offesa che per un periodo aveva lavorato nello stesso locale. L’uomo, difeso dagli avvocati Daniele Rossi e Josef Mottillo era presente in aula. Alla fine il Pm Alessandra Chiavegatti ha chiesto di riformulare il capo di imputazione aggiungendo altre accuse quali, quella di aver detto ad altre persone che la ragazza si prostituiva e per averle dato un Cd con immagini porno. Il processo è stato rinviato al prossimo 2 dicembre.

 

"Stuprata nell’auto". E sarà quella data anche per il secondo procedimento nei confronti di un giovane accusato di aver violentato all’interno della sua auto un’ amica dell’allora sua fidanzata. La ragazza, che non si è costuita parte civile era, comunque, in aula accanto al suo legale, l’avvocato Mirko Mecacci. Ieri mattina sono stati sentiti due testimoni e, sulla base di quello da loro detto, il Pm ha aggiunto al capo di imputazione anche il sequestro di persona perché le aveva impedito di uscire dalla vettura chiudendo gli sportelli. L’imputato è difeso dall’avvocato Antonio La Marca.










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