ENTRO GIUGNO il Pd avrà compiuto il suo percorso e chiuso la fase costituent...
ENTRO GIUGNO il Pd avrà compiuto il suo percorso e chiuso la fase costituente. Prima del Palio, insomma, conosceremo il nome del coordinatore comunale e del capogruppo in consiglio comunale, due...
2008-05-11
ENTRO GIUGNO il Pd avrà compiuto il suo percorso e chiuso la fase costituente. Prima del Palio, insomma, conosceremo il nome del coordinatore comunale e del capogruppo in consiglio comunale, due nomine saltate ad aprile un po per limpasse nel Pd generato dai mal di pancia degli ex Margherita sulla giunta, un po per la concomitanza delle elezioni politiche. La questione cittadina nel Pd resta sul tappeto e di sicuro di qui alle nomine assisteremo a un rinnovarsi di quei duelli che avevano catalizzato il dibatitto politico in città prima del voto. Simone Bezzini, coordinatore provinciale del Pd, tuttavia, non sembra disposto a concedere ulteriori deleghe. Concludendo la seconda assemblea provincia del partito, che si è svolta venerdì alle Piramidi di Asciano, il leader provincia ha chiarito: «Entro la fine del mese di giugno occorre chiudere la fase costituente nei sei comuni che ancora non hanno eletto il segretario comunale e nello stesso tempo provvedere ad eleggere gli organismi dirigenti provinciali». Dei sei, è bene ricordarlo, lunica realtà problematica è quella senese, con il nome del coordinatore legato a doppio filo a quello del capogruppo in consiglio comunale con un gioco di delicati equilibri.
LASSEMBLEA del Pd si è aperta con il ricordo di due senesi recentemente scomparsi, Aurelio Ciacci e Paolo Maccherini, cui ha fatto seguito lanalisi delle politiche («La vittoria del Pdl e della Lega è stata netta», ha chiarito Bezzini).
«In provincia di Siena ha poi aggiunto Bezzini il partito ha registrato il miglior dato nazionale, con una media del 53 per cento. Nel capoluogo abbiamo ottenuto il 47 per cento, un risultato importante che ha premiato il lavoro svolto negli ultimi mesi. Adesso il nostro compito ha chiuso Bezzini deve essere quello di allargare i nostri confini verso quei settori sociali, politici ed elettorali che ancora sono distanti da noi, senza disperdere il patrimonio di militanti e di simpatizzanti che si sono avvicinati al Pd e che hanno dimostrato di credere nel nuovo partito. In questo modo potremo crescere, ma dovremo farlo mantenendo sempre un profilo popolare, vicino alla gente e ai suoi problemi». A concludere il dibattito è stato il coordinatore regionale del Pd, Andrea Manciulli.
Fra.Me.