2008-03-29
FINO AL DICEMBRE prossimo il cda di Banca Toscana resterà in carica anche se, come emerso dal consiglio di amministrazione svoltosi ieri, lavvio delloperazione di fusione è già deciso, oltre che previsto nel Piano industriale recentemente presentato. E che ieri è stato oggetto del tavolo fra il dg Antonio Vigni e i segretari generali delle 9 sigle maggiormente rappresentative del settore. I sindacati, cui veniva illustrato per la prima volta, si sono sentiti confermare la chiusura dei 125 sportelli per il Gruppo Mps derivante in parte dagli obblighi antitrust e in parte dalle sovrapposizioni della rete dopo lacquisizione di Antonveneta e lintegrazione di Bm e Bt. A questultimo riguardo va detto che, come previsto, il cda di ieri non ha indicato i due nomi in Mps Capital Services che saranno comunque quelli di Gianni Castagnini e Graziano Battisti. Anche la Banca Toscana, dal canto suo, contribuirà allintegrazione con listituto del Nord-est mettendo a disposizione una sorta di task force che lavorerà in tale direzione per la formazione anche sotto il profilo telematico. Tornando al Piano industriale, Vigni ha ribadito lo spirito concertativo che caratterizza le relazioni industriali nella Rocca annunciando (anche questa non è una novità) che a ristrutturazione conclusa il gruppo avrà un polo di attività a Roma stante la forte presenza di Antonveneta nella capitale. Buone notizie sono arrivate ieri per il Monte dallIsvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) che annuncia di aver autorizzato «Mps ad assumere, attraverso Antonveneta, una partecipazione rilevante in Antoniana Veneta Popolare e Antoniana Veneta Popolare Assicurazioni. L autorizzazione diventerà efficace al positivo esito delloperazione di acquisizione del controllo» di Antonveneta da parte di Mps.
IN GRAN SILENZIO è poi giunto a Siena Matteo Arpe, numero uno di Sator, società finanziaria europea da lui fondata. Lex ad di Capitalia, secondo quanto riferito dalle agenzie, ha incontrato il presidente Gabriello Mancini e il provveditore Marco Parlangeli. Non si conosce la proposta avanzata, se si tratta della partecipazione a un fondo di private equity o lingresso in uno di asset management che la nuova società punta a lanciare.
Laura Valdesi