2008-03-29
LINDAGINE tra le vigne del Brunello, del Rosso di Montalcino, del Moscadello e del SantAntimo va avanti senza sosta. Una quindicina le aziende già controllate dalla Guardia di Finanza, contro le 97 che nei mesi scorsi sarebbero risultate non conformi alla fine delle verifiche condotte dal Consorzio. Crescono anche gli «avvisi»: una ventina le informazioni di garanzia che pare siano già state emesse dalla Procura della Repubblica e che chiamerebbero in causa i legali rappresentanti di aziende vinicole anche molto famose e alcuni dei loro così detti «responsabili di cantina». Ipotesi, voci, ma nessuna conferma su come stanno procedendo gli accertamenti delle Fiamme Gialle: silenzio assoluto sia da parte dei finanzieri che della Procura. Tra le poche circostanze certe, il fatto che gli avvisi non hanno raggiunto i componenti del Consorzio. «Mai ricevuto nulla», taglia corto il direttore Stefano Campatelli.
GLI ACCERTAMENTI che hanno portato al sequestro di documenti e vino sarebbero partiti dopo un esposto presentato da alcuni piccoli produttori. Quasi contemporaneamente cerano stati i controlli a campione che il Consorzio svolge regolarmente e che avrebbero rivelato diverse «irregolarità». In sostanza, alcune vigne non sarebbero state trovate «in linea» con quanto previsto dal rigido disciplinare adottato per la produzione del Brunello, un vino la cui fama ha superato ormai da tempo i confini nazionali.
ALCUNE AZIENDE dopo le prescrizioni si erano subito messe in regola, altre avrebbero preso tempo. Questo non significa peraltro che il vino prodotto non fosse di qualità o che si fosse consumata una frode.Si sarebbe trattato, per così dire, di peccati veniali. Un esempio. In quasi tutte le vigne crescono vitigni diversi. Può accadere per una serie di motivi, ma i grappoli non è detto che automaticamente finiscano nel tino del Sangiovese, la sola uva da usare per produrre Brunello.
E proprio in questa fase stanno cercando di far luce i finanzieri. Per sgomberare il campo dalle tante, troppe, ipotesi formulate in queste ore le Fiamme Gialle hanno voluto accertare i compiti del Consorzio del Brunello, acquisendo anche documentazione in varie aziende e nelle rispettive cantine. In mano ai militari ci sarebbero anche alcuni registri relativi allentrata delle uve.
SIAMO COMUNQUE solo agli inizi degli accertamenti e nessuno al momento sa dire quanto dureranno e quante e quali aziende verranno ancora controllate dalla Guardia di Finanza. Del resto a Montalcino non si produce solo il Brunello ma anche altri vini di qualità come il Moscadello, il Rosso e il SantAntimo. Lindagine che ha portato i militari a passare ai «raggi x» quattordici ettari di vigneti e a fermare limmissione in commercio di diverse bottiglie della vendemmia del 2003, riguarderebbe tutte e quattro le Denominazioni.