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Primarie, ecco il dopo-vittoria Renzi pronto a sostenere Cavarra

Il Pd dà il via alla maratona-lista

Cominciano le consultazioni per scegliere i nomi dei 16 aspiranti consiglieri

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi con Alessio Cavarra a Sarzana
Il sindaco di Firenze Matteo Renzi con Alessio Cavarra a Sarzana

Sarzana, 9 aprile 2013 - Un giorno di riposo dal tour de force delle primarie e oggi Alessio Cavarra riparte per la maratona-elezioni.

Con la «benedizione» di Matteo Renzi che gli ha telefonato per congratularsi e mettersi a disposizione per tornare nella città che lo ha visto vincere nello scontro con Bersani. Con l’appoggio della sua squadra “civile” riunita nel Comitato «Noi per Sarzana», pronto a presentare una sua lista di appoggio al conclamato candidato sindaco del centrosinistra che misurerà la sua forza.

Il grazie del Comitato, guidato dal giovane Marco Paluffi, va soprattutto ai sarzanesi «che ci hanno accolti nelle loro case durante il porta a porta e hanno partecipato numerosi alle nostre iniziative, dimostrandoci che un impegno sincero e sempre rispettoso delle regole è il modo migliore di riavvicinare i cittadini alla politica». E con il sostegno acquisito in anticipo di Socialisti, Udc e Idv.

Gli resta un ultimo dubbio da chiarire: il tempo delle dimissioni da consigliere regionale e membro della commissione ligure al bilancio. «Non è certo se le dimissioni sono obbligatorie 30 giorni prima del voto o solo in caso di elezione — spiega Cavarra — Ho chiesto ufficialmente chiarimenti agli uffici del consiglio ligure e in settimana dovrebbe arrivare la risposta».

Ripartità dal programma il candidato sindaco: «Questo tour elettorale è stato un’importante momento di ascolto che ci servirà per arricchire il programma — dice — Ci vedremo con il mio gruppo per elaborare la bozza definitiva, con le proposte arrivate dai cittadini. Dovrebbe essere pronta entro la fine della settimana e dalla prossima cominceranno i confronti con tutti i partiti della coalizione per arrivarre al programma definitivo.

Ma il lavoro più duro sarà quello che aspetta il Pd, ovvero elaborare la lista dei 16 candidati da presentare il 27 a mezzogiorno. La prima tappa stasera nella direzione dell’Unione comunale per definire i criteri generali di massima per scelta dei candidati. Non basterà il 40 per cento di donne imposto dallo statuto, bisognerà dare rappresentanza agli otto circoli, alle categorie «civili», ascoltare gli ex consiglieri comunali ricandidabili e ne sono rimasti 7 dopo la fuoriuscita di Stefano Lodovici passato a Sel, le rinunce di Giovani Beretta, Mario palagi e Federica Montaresi. Ma soprattutto c’è da rispondere alle richieste di rinnovamento di quell’elettorato di sinistra che ha fatto mancare il suo consenso nelle ultime votazioni. «Un compito molto più difficile rispetto alla gestione delle primarie — ammette il segretario comunale Giovanni Destri — E dalla validità della lista che riusciremo a comporre dipenderà il risultato elettorale del 26 maggio, Dobbiamo riuscire a fare una bella lista, tutti uniti, dando garanzia ai cittadini che siamo capaci di affrontare un nuovo corso, altrimenti pagheremo. Dipende tutto da noi». E allora si parte dai circoli che si riuniranno tutti e 8 tra giovedì e sabato, poi resteranno due settimane per tornare a riunire la direzione ed elaborare una «sintesi» tra le molteplici e, spesso, divergenti esigenze di tutte le voci del Pd, comprese quelle sconfitte dalle prima di Baudone e Bufano che hanno raccolto più di 1300 voti.

Intanto Alessio Cavarra ricomincerà subito la campagna elettorale. «Manca un mese e mezzo — dice — il porta a porta, il contatto quotidiano con la gente ha avuto riscontro importante e questo sarà il metodo che continuerò ad applicare». Conta sulla convinzione di avere l’esperienza e la preparazione per governare la città, conta sul fatto che i sarzanesi non si arrischino a fare un «salto nel buio». Assessori già decisi? «Assolutamente no, nessuno ha già la garanzia di fare l’assessore — assicura — La condivisione nella scelta è il metodo che sceglierò. Se dovessi vincere, prima di decidere in piena autonomia, mi confronterò non solo con i partiti della coalizione ma anche con il mondo economico produttivo, della cultura, del sociale. Solo dopo l’esito elettorale si può affrontare ipotesi di nomi. ad oggi non c’è nessuna idea».

di Emanuela Rosi

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