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L’Asl non paga, Pubblica assistenza in panne

La Regione "taglia" le ambulanze, ma incontra i tassisti per il trasporto dei pazienti

Il debito verso la "Misericordia & Olmo" supera da solo i 200mila euro

L’impegno dei volontari della Pubblica assistenza è totale, ma il taglio delle risorse penalizza pesantemente la società
L’impegno dei volontari della Pubblica assistenza è totale, ma il taglio delle risorse penalizza pesantemente la società

Sarzana, 13 settembre 2012 - Meno male che ci sono i soci (ben 2.766) e i volontari. Perché se la Pubblica Assistenza di Sarzana dovesse sopravvivere con i rimborsi dell’Asl, avrebbe già portato i libri in Tribunale. I dati parlano chiaro. Al 4 agosto l’Asl doveva alla PA "Misericordia & Olmo" 208mila euro. Di questi soldi, 98mila erano fatture scadute da mesi.

L’ultimo versamento di una certa consistenza risale ai primi di settembre, quando l’Asl ha saldato le fatture relative a gennaio e febbraio. Poi basta. Attenzione però. Non solo l’Asl fa slittare di mesi i rimborsi dovuti alla PA di Sarzana (e alle consorelle di tutta la provincia) ma quest’anno ha anche tagliato drasticamente i trasporti dei malati, da ospedale ad ospedale, che prima erano affidati alle varie PA. Per intenderci.

Se un ricoverato al San Bartolomeo ha bisogno di esami specialistici che possono essere fatti solo al Sant’Andrea, prima era la Pubblica Assistenza a portarlo alla Spezia e a riportarlo indietro. E l’Asl rimborsava il viaggio. Ora a fare avanti/indietro sono i mezzi della società privata che ha vinto la gara d’appalto. La "Misericordia & Olmo" continua ad accompagnare solo i dializzati ma anche per loro ci sono problemi.

Il direttore generale Gianfranco Conzi, in una lettera aveva stabilito che dal primo aprile "per i dializzati il responsabile del servizio è invitato a rendere disponibile per la direzione ospedaliera, l’elenco dei pazienti il cui trasporto non possa avvenire diversamente e a certificarlo".

All’inizio la PA di Sarzana ha continuato a trasportarli come aveva sempre fatto, poi si è giunti a una prima intesa. Ora continua a trasportare i dializzati ma deve portarne con lo stesso mezzo più di uno. Purtroppo il rene artificiale inizia ad operare all’ora stabilita ma non è detto che duri lo stesso tempo per ogni malato.

E così chi ha finito ed è stremato, deve attendere, seduto sulla sedia, che anche l’altro finisca, prima di tornare a casa. I dializzati soffrono, ma l’Asl risparmia. "Oggi i rimborsi dell’Azienda sanitaria coprono solo il 75% delle nostre spese - spiega Rino Conti, presidente della PA Misericordia & Olmo - e le fatture ci vengono pagate in media dopo 7 mesi. Per fortuna abbiamo solo 2 dipendenti, mentre i militi volontari sono 164. Diversamente erano a rischio i servizi. Invece, grazie ai contributi offerti dai sarzanesi, alla generosità di tanti donatori, all’incasso delle feste che organizziamo e agli stessi volontari, che sono arrivati a rinunciare al buono pasto per la cena pur di contribuire all’acquisto della nuova ambulanza, possiamo ancora garantire a chi soffre i servizi di cui ha bisogno".

Una curiosità. Per capire la strada sulla quale la Regione Liguria (e di conseguenza l’Asl) sta procedendo, basta dire che nei giorni scorsi in assessorato a Genova si è svolto un vertice tra tassisti e responsabili della sanità ligure. Oggetto della discussione, la possibilità che i malati siano trasportati in taxi e non in ambulanza. "Costa meno - dicono più voci". Resta naturalmente da capire cosa possono fare, i tassisti, se un malato si sente male. Pur riconoscendo loro la massima disponibilità, pare difficile possano sostituirsi a medici, infermieri e militi specializzati.

di Andrea Luparia

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