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Vecchie bollette Tarsu
E' guerra legale

Contribuenti nel mirino annullata solo una parte di 'cartelle pazze' inviate a gennaio. Una valanga di ricorsi alla Commissione tributaria. Il 'giallo' della prescrizione

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Banconote (Foto Ansa)

Sarzana, 6 aprile 2011 - PAGARE? Nemmeno per sogno, specialmente se si tratta di tasse vecchie come Noè e, con ogni probabilità, già andate in prescrizione. Una buona parte della valanga di «cartelle pazze» piovuta sui cittadini sarzanesi a inizio anno, finisce ora nelle aule giudiziarie dove un commissione sarà chiamata a dirimere la vertenza fra il Comune di Sarzana e quanti non hanno alcuna intenzione di farsi mettere nuovamente le mani nel portafogli.

 

Oltre 5000 le cartelle inviate da Gefil (agente di riscossione delle tasse di Sarzana) ad altrettanti residenti, chiamati a mettere in regola vecchi conti lasciati a quanto sembra in sospeso, in particolare Tarsu e Ici non pagate negli anni 2004 e 2005. Per tutti un’amara sorpresa che ha finito col rovinare il Capodanno appena passato: già il giorno dell’arrivo delle lettere (per quasi tutti lunedì 3 gennaio) è scattato l’assalto all’ufficio tributi del Comune, dove decine di cittadini hanno chiesto spiegazioni per quelle cifre a loro dire già pagate a tempo debito. In pochi minuti si era formata una lunga coda, scena vista anche nei giorni seguenti. Chi aveva ricevuto solleciti di pagamento da poche decine di euro ha preferito chiudere subito la vicenda saldando i conti. Come già spiegato anche da Gefil a gennaio, chi ha dimostrato di aver già pagato non ha corso alcun rischio: debito immediatamente estinto senza alcuna sanzione.

 

E’ il caso di chi ha presentato all’ufficio tributi una memoria scritta, insieme alla prova dell’avvenuto pagamento a suo tempo. Per chi non aveva più le vecchie ricevute di pagamento non è rimasta che la strada del ricorso in commissione tributaria, alla quale nelle ultime settimane si sono rivolti molti cittadini. Motivo? La cartella esattoriale del 2004 è arrivata il 2 gennaio 2011, quindi ben sette anni dopo l’anno di scadenza della tassa, ben oltre i cinque anni previsti per la prescrizione oltre la quale non più possibile richiedere il pagamento del debito. Tutti i ricorsi sono arrivati negli uffici del Comune chiamato a costituirsi per spiegare le procedure seguite nell’accertamento fiscale. Ma il futuro dei ricorsi legati alla prescrizione delle cartelle di pagamento è legato a norme di non facile interpretazione: l’inizio della prescrizione viene calcolato dalla data di presentazione della dichiarazione Tarsu, quindi il 10 gennaio dell’anno successivo della cartella. Per il 2004, scadenza fissata il 10 gennaio 2005.

 

La prescrizione però, stando alla normativa, non scadrebbe esattamente 5 anni dopo (il 10 gennaio 2010) ma alla fine dell’anno solare, quindi il 31 dicembre 2010. «A me la cartella è arrivata lunedì 3 gennaio 2011, ben oltre la data limite prevista» la protesta di alcuni cittadini che si sono rivolti alla Commissione provinciale tributaria, dove il Comune cercherà di dimostrare come Gefil abbia inviato gli avvisi entro il 31 dicembre 2010 e l’eventuale consegna in ritardo debba imputarsi alle poste e non a Comune e o Gefil stessa. Cittadini e Comune si daranno battaglia in commissione nell’udienza fissata il prossimo 13 maggio: in ballo un bel po’ di soldi. Il tutto in attesa della prossima valanga di «cartelle» in arrivo da Gefil, relative a Tarsu e Ici del 2006 e del 2007. In questo caso la prescrizione non è ancora scaduta: meglio iniziare già a cercare le vecchie ricevute di pagamento...

CLAUDIO MASSEGLIA


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