Sarzana, 5 marzo 2017 -  AVEVANO costruito cinque abitazioni, senza alcuna autorizzazione, danneggiando l’ambiente, con problemi anche di degrado per lo scarico dei rifiuti, in un’area fra l’altro sottoposta a vincolo paesaggistico e a rischio idrogeologico e sismico. In quell’area vivevano una ventina di persone, tutti rom. Ora i manufatti sono stati sequestrati e sono scattate denunce nei confronti di tre persone. Merito dell’attività investigativa dei carabinieri di Ortonovo, guidati dal vice comandante della stazione, il maresciallo Pietra e coordinati dal comandante della compagnia di Sarzana, il capitano Federico Silvestri. Gli uomini dell’Arma erano impegnati in un’attività di contrasto all’abusivismo edilizio, e hanno trovato le 5 case in via Gragnola, nel territorio comunale di Castelnuovo, accertando anche una parziale deviazione di una canale irrigatorio di proprietà del Canale Lunense.

PER questo motivo i militari hanno fatto intervenire i tecnici dell’Arpal della Spezia per riuscire a determinare l’esatta consistenza dell’impatto ambientale prodotto anche dai cumuli di rifiuti presenti all’interno dell’area. Le denunce sono arrivate nei confronti di tre rom, originari di Torino, rispettivamente di 35, 31 e 29 anni. Dovranno tutti rispondere di realizzazione di opere edilizie in area sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico in difformità o in assenza di titolo autorizzativo. Inoltre per deviazione di acque destinate ad uso pubblico e modifica dello stato dei luoghi. Sono anni che in quell’area di via Gragnola staziona il campo rom, dove piano piano sono state costruite le abitazioni, ora dopo l’informativa all’autorità giudiziaria i manufatti dovrebbero essere abbattuti e la zona ritornare all’origine. Il tutto quando dalla Procura arriverà l’ordine di abbattimento. C’è anche il problema del cumulo di rifiuti comprendenti fra l’altro oli esausti. Fra le venti persone che che vivono nell’ accampamento ci sono anche molti bambini. Il terreno è di proprietà di un marocchino 44enne,in Italia senza fissa dimora che però si è reso irreperibile. II sindaco di Castelnuovo Magra Daniele Montebello afferma di essere soddisfatto per l’intervento dei ccarabinieri. «Sicuramente ringrazio l’Arma – afferma Montebello – anche se in precedenza avevamo monitorato la situazione per ciò che riguarda i primi due immobili. Per la demolizione bisognerà attendere l’ordine da parte della Procura, successivamente sarà necessario effettuare l’intervento per ciò che riguarda i rifiuti».