Sarzana, 23 gennaio 2018 -  A SARZANA la percezione della sicurezza dei cittadini è molto bassa, un sentimento comune acclarato. E’ vero che ci sono i problemi: furti, episodi di vandalismo, massiccia presenza di extracomunitari, alcuni dei quali dediti a spaccio e accattonaggio. Una realtà simile a quella di buona parte d’Italia. Sicuramente l’organo di governo a livello provinciale non ha intenzione, attraverso l’impiego delle forze di polizia, di arretrare neppure un centimetro nella lotta alla criminalità comune che esiste a Sarzana, ma questo non vuol dire che la città abbia un sistema di “allert” alle stelle. Soprattutto per migliorare la percezione di insicurezza verranno ampliati i servizi coordinati con l’impiego congiunto di Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Polizia locale.

TUTTO questo è emerso nell’incontro sulla sicurezza ieri in Prefettura chiesto dal sindaco Alessio Cavarra in seguito all’aggressione di un imprenditore in piazza San Giorgio e subito convocato dal Prefetto della Spezia Antonio Lucio Garufi comitato provinciale che si riunisce regolarmente. All’incontro i vertici provinciali di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza oltre ai comandanti locali delle relative compagnie. Il sindaco Cavarra, arrivato con la comandante della polizia municipale Lorena Severgnini e la legale del Comune Valentina Belloni, ha ribadito come «per la peculiare centralità geografica e culturale, per la sua dimensione e per lo spessore socio produttivo, Sarzana costituisca un importante polo di attrazione di cittadini provenienti da altre parti del paese e da altre nazioni, quindi debba essere posta sullo stesso piano di altre città liguri dove viene garantito un maggior presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine». Il sindaco ha poi ammesso che «è una situazione da non sottovalutare ma non si può dire che sia una città a rischio. Non c’è stato un aumento della criminalità rispetto agli altri anni come confermano i dati, ma però vissuta, non un dormitorio, porta sempre più persone a viverla, soprattutto nei fine settimana e nel periodo estivo. Quindi porta situazioni positive e negative. La percezione di sicurezza dei cittadini quindi non è reale, sappiamo che non trova riscontro nei fatti ma tale è. Come istituzioni non possiamo e non dobbiamo  continuare a ignorare quello che i cittadini vivono come un disagio crescente: è nostro dovere intervenire ora e presto per stroncare sul nascere quel senso di malessere diffuso, sempre più ampio e crescente  tra i cittadini, legato alla percezione di vivere in un luogo poco sicuro».

C.G.