Sarzana, 3 agosto 2017 -  - Le grandi opere possono aspettare per cui, nel frattempo, meglio portarsi avanti con il lavoro e usare olio di gomito. Il sogno di una casa nuova, piu’ ospitale e moderna chissà quando si realizzerà nonostante i progetti e piani di intervento dei quali si parla da anni. Il futuro del vecchio mercato è legato a combinazioni e incastri difficilissimi da prevedere ma nel frattempo quello stabile che sembra reduce dai bombardamenti della seconda guerra mondiale è un centro che abbina sport e cultura.

Da mercato ortrofrutticolo a sede dello sport piu’ seguito in città, l’hockey, e la scuola di danza che ha lanciato ballerini adesso impegnati nei teatri di mezzo mondo senza dimenticare altre attività collaterali oltre che la sede della biglietteria degli autobus. Ad aprire la pulizia fai da te è stata Lucia Boschi, titolare della scuola di danza 4 Movimento che ha affidato alla creatività di alcuni «writers» il compito di rifare la facciata della propria sede.

Un intervento che ha provocato l’effetto a catena e adesso anche la società Carispezia Hockey Sarzana ha proseguito l’opera. Terminata la parte esterna con un murales rossonero, come i colori sociali e la riproduzione di una foto storica, adesso il lavoro si è spostato all’interno.

E sono entrati in gioco i dirigenti del club che da anni porta il nome di Sarzana nei palazzetti italiani e europei di hockey e pattinaggio artistico. Una struttura sulla quale, gli stessi dirigenti e giocatori, hanno spesso ironizzato quasi a voler sdrammatizzare una desolante situazione di degrado. Nell’attesa di un palazzetto in questi giorni il presidente Maurizio Corona e gli altri dirigenti e volontari Andrea Piccini, Roberto Graziano, Luigi Zanfardino, Riccardo Baruzzo e Riccardo Cenderello hanno ripulito, sistemato piastrelle, imbiancato muri, aggiustato staffe, balaustre e ripulito le tribuncine.

Una spesa complessiva che si aggira sui 7-8 mila euro completamente a carico del club.

«Quando abbiamo trovato sulla porta - spiega Maurizio Corona - un cartello di ringraziamento abbiamo capito l’importanza sociale del nostro impegno. Siamo una società sportiva ma consideriamo quest’area come casa nostra. E gli abitanti lo percepiscono e ci ringraziano. Questa è una zona difficile che soprattutto la sera e nel periodo estivo è poco frequentata ma grazie all’hockey dal 28 di agosto fino a fine luglio ci sono partite, allenamenti, tornei e corsi tutti i giorni dalle 15 a mezzanotte e questo contribuisce a dare un senso di sicurezza e di presenza. E poi essendo casa nostra abbiamo piacere di accogliere chi arriva con un minimo di decoro. Una volta terminato il lavoro vorrei convocare una assemblea pubblica con gli abitanti del quartiere per spiegare il nostro lavoro e chiedere collaborazione. Tutti insieme, dandoci una mano, possiamo fare in modo che anche questa zona della città possa essere vivibile e piu’ tranquilla».