Sarzana, 26 novembre 2017 - L’argine spezzato è ancora lì tre anni dopo la piena del torrente Parmignola che lo travolse, tenuto in piedi da una massicciata provvisoria. Se l’inchiesta giudiziaria sembra destinata far cadere ogni responsabilità penale per quel crollo, la “ferita-sicurezza” resta aperta, e lascia in sospeso non solo gli abitanti ma anche i terreni della Marinella Spa in liquidazione, oggi un’area “rossa” con pesanti limiti d’uso urbanistico. «L’area a rischio non si può deperimetrare – conferma l’assessore regionale alla Difesa del suolo Giacomo Giampedrone – Quello è il nostro obiettivo perché è necessario garantire la gente che ci abita. Ma in questo momento è difficile anche fare un pronostico dei tempi necessari per completare la messa in sicurezza definitiva del Parmignola. E questo nonostante la Regione abbia stanziato oltre un milione e 300 mila euro per gli interventi previsti dal Piano dell’Autorità di Bacino sul territorio di Luni e garantito i finanziamenti per tutti i progetti». Dalla Regione a Luni Sono arrivati 428 mila euro per completare l’argine dal confine di Sarzana alla passerella del muraglione, altri 875mila (a cui il Comune ha aggiunto 375mila euro) per il tratto fra Bottanello e San Rocco: gli interventi, già finanziati, dovranno essere appaltati e completati entro il prossimo anno.

I punti interrogativi restano sul tratto sarzanese. L’argine alla foce è ormai quasi completato, restano invece incerti i tempi per il ripristino del muro abbattuto tre anni fa da parte del Comune di Sarzana, sistemato in modo parziale in regime di somma urgenza: una “toppa” che potrebbe non resistere a una nuova piena. Così ad ogni allerta la “provvisoria” via Marinella si chiude e il Parmignola viene controllato a vista. I soldi per ripristinare l’argine demolito sono quelli rimasti in Regione in attesa del completamento dell’opera avviata nel ’94. «In accordo con Regione e Autorità di Bacino – spiega l’assessore ai lavori pubblici di Sarzana Massimo Baudone – abbiamo eseguito lo studio idraulico su tutta l’asta del Parmignola e concordato il progetto per il ripristino del tratto di nostra competenza. La Regione ci ha poi comunicato che i soldi potrà darceli solo a lavori finiti quindi il prossimo anno dovremmo trovare il modo di recuperare le risorse per avviarli». L’intervento urgente dunque non partirà prima del prossimo inverno.

Ma l’alluvione ha lasciato aperto anche un altro varco: l’argine già esistente, a valle dell’autostrada, finito nel 2010, è spostato verso l’alveo di 7 metri rispetto al progetto originale e mostra anche una debolezza strutturale. Per adeguarlo e garantire quindi la messa in sicurezza definitiva del Parmignola, si prevede una spesa di circa 1,8 milioni. Il progetto preliminare, valutato positivamente dall’Autorità di Bacino, prevede allargamento e consolidamento, evitando la completa demolizione. Una cifra consistente per un’opera già finanziata dalla Regione vent’anni fa ma fatta male, su cui il Comune di Sarzana ha avviato un’azione di responsabilità nei confronti dei costruttori di cui sono incerti esito e tempi.

Emanuela Rosi