Santo Stefano Magra, 6 settembre 2017 -  NE hanno fatta di strada quei blocchi usati nell’edilizia prima di essere abbandonati. Sono partiti dal Piemonte e, invece che la via della discarica, sono finiti a Santo Stefano, a ridosso dei campi della località conosciuta come le Pole. A liberarsene, pensando di farla franca, è stato un marocchino residente ad Ameglia che leggendo un annuncio su un giornale ha pensato bene guadagnare qualcosina rispondendo alla ricerca di un esperto nello svuotare cantine e magazzini.

E’ andato in provincia di Torino a caricare e, al ritorno, si è liberato di tutto il materiale. Per risalire all’autore del danno ambientale la polizia municipale santostefanese ci ha impiegato tre mesi, avvalendosi della collaborazione di vari comandi piemontesi che hanno indicato la strada da seguire. Così sono arrivati all’autore della discarica. Per prima cosa gli agenti hanno dovuto capire cosa fossero quei blocchi abbbandonati. Gli esperti del settore ai quali si sono rivolti hanno confermato trattarsi di casseri, o cassaformi, utilizzati nell’edilizia per realizzare opere in calcestruzzo armato o colonne, come nel caso in questione. Grazie ad altri elementi rinvenuti sul posto gli agenti sono risaliti alla ditta costruttrice di Ospedaletti, fallita da dieci anni. Ma con tenacia la squadra investigativa coordinata dal comandante Flavio Toracca ha rintracciato i titolari, residenti in Piemonte, e con la collaborazione dei colleghi locali è riuscita a sapere che qualche tempo prima una ditta aveva svuotato un magazzino.

OPERAZIONE confermata dai titolari che hanno consegnato il nome dell’autore del “trasloco”. Il cinquantenne L.M. è stato convocato al comando di polizia urbana dove ha confessato di aver letto su un quotidiano che nella Provincia di Torino una ditta cercava personale per svuotare un magazzino. L’uomo si è presentato con il suo furgone, ha recuperato l’attrezzatura e l’ha scaricata alle Pole vicino a via Casale a Santo Stefano Magra. Per questo rischia una multa fino a 26mila euro e la pena dell’arresto fino a sei mesi come previsto dalla normativa nazionale sull’abbandono di rifiuti.

Massimo Merluzzi