Sarzana, 4 febbraio 2018 - Sulla situazione della scuola Poggi Carducci «SarzanaperSarzana» ha indetto una riunione con i genitori dei bimbi  e l’intera popolazione venerdì prossimo alle 18 nella sala della Repubblica. «Chiediamo anche - ha affermato il candidato sindaco dell’associazione Paolo Mione - la presenza del sindaco Cavarra  dell’ingegner Donati e di chi ha effettuato la perizia, vale a dire l’ingegner Pucci.

Sia chiaro noi non vogliamo far chiudere la scuola chiediamo però che ci siano, attraverso le assicurazioni dei tecnici, tutte le garanzie per il rischio sismico. Alla luce anche dei parametri di sicurezza stabiliti dalla Corte Costituzionale». All’incontro di ieri mattina c’erano anche tre mamme dei bimbi delle elementari, rappresentanti del consiglio di classe: Arianna Formica, Barbaro Castronovo e Barbara Scopsi.

«Dopo tutto quello che è emerso - hanno affermato le tre mamme - vogliamo chiarezza, vogliamo comprendere quale è la reale situazione della scuola che ospita i nostri figli. Non siamo solo noi a volerlo ma anche tanti altri genitori. Devo dire che dopo quanto è emerso serpeggia un po’ di ansia. Specifichiamo che  non facciamo parte di nessun partito e di nessuna associazione  dalle quali vogliamo prendere le distanze  noi ribadiamo vogliamo solo  chiarezza e sicurezza per i nostri figli nella scuola».

I tecnici presenti alla riunione erano l’ingegner Claudia Bedini e l’architetto GianFranco Damiano; hanno fatto rilevare, intanto, che sono trascorsi 22 mesi dalla perizia sismica sul plesso Carducci senza che l’amministrazione abbia trovato una soluzione.

In particolare l’ingegner Bedini  ha  sostenuto  che «dai tecnici incaricati dal Comune la situazione è stata riconosciuta ad alto rischio: la struttura è da considerarsi staticamente sufficiente, ma la sua resistenza sismica è altamente insufficiente. Bisogna quindi nell’immediato, garantire una soluzione che metta in sicurezza l’incolumità di chi frequenta la scuola».

Nell’edificio ci sono 800 persone tra studenti, corpo insegnante e collaboratori didattici. A giudizio dei tecnici presenti all’incontro le proposte avanzate da sindaco e assessore «di eliminare un piano dell’ edificio, come fosse una torta da affettare, non è assolutamente risolutiva».

«Occorre urgentemente rivalutare i parametri di sicurezza - ha affermato l’architetto Damiano - del protocollo di evacuazione, ovvero verificare la procedura di esodo , i sistemi di protezione e allegerire il carico umano presente. Per soddisfare questo parametro è necessario l’immediato trasferimento del terzo piano utilizzato dai bimbi dell’asilo».

Da parte del sindaco Cavarra e dell’amministrazione comunale si fa presente che «se esce un’alternativa differente alla nostra, realizzabile  sicuramente sarà presa in considerazione.  Riteniamo però  che la strada tracciata sia l’unica percorribile per ottenere nell’immediatezza dei risultati migliorativi. La norma non prevede la chiusura della scuola ma che l’indice  di sicurezza venga migliorato. Abbiamo fatto quello che se  fosse stato fatto prima noi ora parlermo dei lavori fatti. Quindi è stato perso del tempo in passato, se erano più accorti eravamo più avanti per la sicurezza dell’edificio».