Vezzano Ligure, 30 novembre 2017 -  LE traverse prima e seconda di via Aldo Moro stanno per mettere a rischio i rapporti di buon vicinato? A giudicare dall’incontro in Comune a Vezzano sera i pareri sul futuro delle due strade dividono gli abitanti. Da una parte c’è l’amministrazione comunale che ha accolto la richiesta della limitazione del traffico, venendo incontro alle esigenze dei residenti che dividevano gli stalli prima con i clienti di un locale, adesso chiuso, e in periodo scolastico con gli utenti della scuola, proprio sottostante, la mattina. La Ztl, ventiquattro ore, è in funzione da ieri e per il sindaco Fiorenzo Abruzzo risolve ogni tipo di problematica. «Si tratta di un atto amministrativo rivolto a delimitare una zona e a risolvere disagi che perduravano da anni , vediamo cosa succede si vedrà di farla funzionare al meglio».

PER consentire l’ingresso ai residenti sono stati rilasciati trentacinque pass, e in molti si dichiarano finalmente liberi da una schiavitù durata per troppo tempo: auto di fronte ai cancelli, passaggi a gimkana per raggiungere i garage. Ma non mancano gli scontenti, come chi ha familiari in via Aldo Moro e chiede un frazionamento dell’orario in quanto si vede cancellata la possibilità di sostare, anche la sera. Contraria anche una piccola rappresentanza di genitori della scuola, presenti alla riunione, per i quali la ztl doveva essere istituita non nella strada superiore, ma nella via gemella sottostante che conduce all’ingresso della scuola. «E poi – ha detto una mamma – se di disagio si parla, si tratta di mezz’ora al massimo quando si vanno a portare e prendere i bambini. Perché istituire una zona a traffico limitato valida ventiquattro ore?» Presente all’incontro anche il consiglio di quartiere che avrebbe voluto essere informato prima che venisse votata la delibera. «Un’assembla a cose già fatte e decise. L’amministrazione – spiega la presidente del rione Cinzia Calanchi – è rimasta sulle posizioni assunte in delibera che diventa esecutiva così com’è. Non c’è stata data la possibilità di confrontarci. Adesso vediamo cosa succederà e attendiamo il prossimo incontro, ma nella sede del quartiere».

Cristina Guala