Sarzana, 13 agosto 2017 - Bancarelle ne ha già viste piazza San Giorgio, peraltro anche buoni propositi per una ristrutturazione che le ridia il lustro dell’antica porta di accesso alla città. La storica tettoia in ghisa invece probabilmente l’ha ormai dimenticata, se non fosse per le foto d’epoca che i social-network ogni tanto tolgono dai cassetti e rimettono in rete. Ma insieme agli stand del suo “Mercato della terra” la condotta Slow Food, costretta al trasloco dai lavori all’ex Laurina, ieri mattina ha messo anche in circolo nuova energia all’idea di ridare un senso alla piazza che vada oltre il mini-parcheggio e i dehors privati. «Bandiremo un concorso di idee per ricreare una sorta di mercato coperto come era un tempo» annuncia il presidente della condotta Sarzana -Lerici Edmondo Colliva. «Chiederemo ai giovani di progettare l’installazione di una nuova struttura che possa rendere la piazza un vero centro di aggregazione e consenta di realizzare iniziative frequenti, non solo commerciali – spiega Colliva – Certo sarebbe un miracolo ritrovare l’antica tettoria in ghisa, era un’opera meravigliosa. Proveremo a capire se esiste ancora o se è stata fusa come sembra. Intorno a questo genere di strutture si riescono a creano interessanti occasioni di aggregazione, anche perché creano spazi aperti ma coperti. Qui vicino abbiamo l’esempio di Pietra Ligure».

L’IDEA di Slowfood ha innescato grande entusiasmo nell’assessore alle attività produttive Nicola Caprioni che ha dato il suo benestare perché dopo settembre il bando di concorso possa partire. «I Comuni possono inventarsi mille marchi ma restano vuoti, se non vengono supportati da luoghi veri e progetti concreti – dice il presidente Colliva – In Francia i mercati sono stati tutti valorizzati, in molti casi sono stati modernizzati e resi funzionali anche alla realizzazione di eventi di diversi generi». Il progetto dovrebbe valutare anche l’eliminazione del piccolo parcheggio, peraltro già prevista in vari piani del traffico, che comporta oggi problemi di convivenza con il traffico di via Sobborgo Spina. E il sogno della condotta Slowfood Sarzana-Lerici è quello di trasformare in quotidiano l’appuntamento con i produttori a Km Zero. «Altro che comprare uova che arrivano dalla Francia o dall’Olanda» commenta Edmondo Colliva con riferimento ai casi di contaminazione da insetticida. E intanto sono diversi i produttori pronti a entrare nel mercato della Terra, coordinato da Anna Lago, quando ci sarà uno spazio sufficiente e adeguato.