Sarzana, 13 luglio 2017 - L'ha picchiata a sangue l’altra sera, quando è rientrato a casa in preda ai fumi dell’alcol. Senza rispetto neppure per il bambino che porta in grembo. La sua compagna, una ragazza di 26 anni che vive in val di Magra, incinta di cinque mesi, dopo le prime cure al pronto soccorso del San Bartolomeo è stata ricoverata con prognosi di 21 giorni.

Momenti terribili per la giovane donna, in cui ha temuto che la follia del compagno, 32enne, potesse provocare danni anche al bambino. L’uomo non voleva sentire ragioni, non lo hanno fermato le urla disperate della compagna: ha continuato a colpirla con calci e pugni in viso.

Per fortuna la giovane è riuscita a fuggire e chiedere aiuto ai vicini che l’hanno accompagnata all’ospedale di Sarzana. Le botte sembra le abbiano provocato anche la frattura del setto nasale, ma non è stato possibile sottoporla ad esami radiologici a causa dell’avanzata gravidanza. Al pronto soccorso del San Bartolomeo sono subito arrivati i carabinieri della compagnia di Sarzana che hanno avviato indagini mentre veniva attivato il protocollo previsto dal codice rosa con la richiesta di intervento dell’associazione Vittoria.

Dopo le cure e la dimissione dal nosocomio ieri mattina, scortata dagli uomini dell’Arma che stanno seguendo il caso con grande attenzione e riservatezza come prevedono le disposizioni del comando provinciale, la ragazza è stata trasferita in una struttura segreta dove viene seguita e protetta. 

Nel pomeriggio è intervenuta anche l’ufficio legale dell’associazione Vittoria e l’avvocato Federica Giorgi ha avuto il primo colloquio con la giovane per l’assistenza legale nel caso decida di presentare denuncia contro il compagno. In caso la giovane mamma, che ha già un figlio di due anni, non dovesse presentare l’esposto, i carabinieri della compagnia di Sarzana procederanno d’ufficio vista la gravità delle ferite e la prognosi superiore ai 20 giorni. Oltre alle ferite al volto la donna aveva una serie di lesioni al braccio destro.

Per il momento nei confronti del compagno violento è scattata la denuncia all’autorità gudiziaria per maltrattamenti in famiglia e lesioni. Le indagini degli investigatori dell’Arma però proseguono in modo particolare alla ricerca di eventuali altri elementi che possano provare che l’aggressione dell’altra notte non è stata un episodio isolato. In questo caso per l’uomo l’accusa si aggraverebbe in atti persecutori. Per questo motivo i militari stanno controllando se esistano altri ricoveri ospedalieri e ascoltando le testimonianze dei vicini di casa dopo aver raccolto le prime dichiarazioni della giovane vittima.

C.G.